Reggio Calabria, il Centrosinistra si spacca in vista delle elezioni: clamorosa riunione segreta ufficializza le primarie, ma non ci sono mezza coalizione e tutta l’Amministrazione Comunale

Reggio Calabria, la corsa per Palazzo San Giorgio manda in frantumi la coalizione di Centrosinistra: conclusa da poco una riunione di Pd, Movimento 5 Stelle, AVS e Rifondazione Comunista, senza le liste civiche di Falcomatà, l'Amministrazione Comunale e +Europa

Clamorosa evoluzione politica nel Centrosinistra reggino in vista delle elezioni comunali di fine maggio. Questa sera, infatti, presso la Federazione Metropolitana del Pd di Reggio Calabria, si è tenuta una riunione tenuta segreta a oltre metà coalizione! Assente in blocco tutta l’Amministrazione Comunale, ignara dell’incontro, nonostante Sindaco e Assessori siano in gran parte (se non nella totalità) espressione diretta del Pd e tesserati del Pd, oltre alle liste civiche che negli ultimi 11 anni hanno accompagnato la stagione di Falcomatà alla guida di Palazzo San Giorgio, e anche + Europa. Ha invece partecipato all’incontro, in remoto, la Casa Riformista di Renzi e Principe (Socialisti + Italia Viva) che però poi si è dissociata dal documento finale.

In un foglio di carta scritto a penna, infatti, il Pd ha ufficializzato il percorso per le primarie, “non escludendo la possibilità di individuare un candidato autorevole e condiviso, quale sintesi, prima della presentazione delle candidature per le elezioni primarie“. Nel documento si legge anche che “durante la discussione si sono registrate posizioni concordanti rispetto all’individuazione della modalità di scelta del candidato a Sindaco“, ma questo accordo è limitato alla segretaria provinciale e regionale del Pd, al Movimento 5 Stelle, ad AVS e a pochi altri esponenti di estrema sinistra che non portano certo in dote un peso di consenso rilevante in città.

Al contrario, sono stati completamente esclusi tutti i componenti dell’attuale Amministrazione Comunale, tutte le liste civiche che sostengono l’attuale maggioranza in consiglio comunale e che hanno determinato i successi elettorali alle ultime comunali di 2014 e 2021, oltre appunto a +Europa e, seppur dopo la partecipazione, anche Italia Viva.

Il retroscena più clamoroso, oltre al contenuto del documento e alla spaccatura interna alla coalizione, riguarda le modalità con cui è avvenuto lo strappo. Non solo, infatti, la riunione è stata orchestrata segretamente senza coinvolgere buona parte della coalizione che regge l’attuale maggioranza di governo, ma – in base a verifiche che ci hanno consentito di ricostruire l’accaduto – persino quando gli esponenti politici legati al Sindaco uscente Falcomatà e al Sindaco facente funzioni Battaglia hanno chiesto riscontri rispetto alle voci sulla imminente riunione interpartitica convocata dal Pd, gli è stato negato che ci fosse alcun incontro. E dopo un paio d’ore, è uscito il documento.

La spaccatura appare quindi irreversibile, anche perchè non esistono i presupposti umani per ripristinare la fiducia di base tra le varie componenti interne al Pd reggino. Una fiducia necessaria non per costruire non un progetto politico, ma per ogni tipo di relazione umana. E a quattro mesi dal voto, la maggioranza uscente è nel caos più totale. Di quel Pd che da oltre 11 anni governa la città, non è rimasto assolutamente nulla. Solo macerie.