A Reggio Calabria il tempo passa, le festività finiscono, la gente torna alla routine, i panettoni diventano colazione “di emergenza” e le luminarie… dovrebbero spegnersi. E invece no. Perché oggi, 18 gennaio, in pieno inverno inoltrato e con il calendario che da settimane urla “BASTA FESTE”, a Piazza Duomo domina ancora lui: l’Albero di Natale. Gigante, imponente, addobbato, serio come un monumento è lì e soprattutto… sembra intenzionato a restarci.
Un albero che sfida le stagioni (e il buonsenso)
In molte città, dopo l’Epifania si smonta tutto con la precisione svizzera: “6 gennaio? Si chiude, si rientra.” A Reggio Calabria invece si applica una filosofia più morbida: “Finché c’è spazio, finché regge, finché nessuno si lamenta troppo… lasciamolo, che male fa?”. E così l’albero è ancora in piazza come se nulla fosse, come se stesse aspettando la prossima comitiva di turisti o più probabilmente il prossimo Natale 2026.
Strategia geniale: pronti per l’anno prossimo
C’è chi dice che l’albero sia rimasto lì per distrazione. Ma la verità è un’altra: a Reggio Calabria si ragiona in anticipo, con una visione che le altre città si sognano. L’obiettivo è chiaro: essere già pronti per il prossimo Natale. Smontarlo adesso? E poi rimetterlo a dicembre? Troppo semplice. Troppo lineare. Troppo “continentale”. Qui si ottimizza. Un cittadino ironizza: “Ormai questo albero è come un parente che viene a Natale e non se ne va più… però alla fine ti abitui e quasi ti dispiace.”
Da albero natalizio a simbolo cittadino
Il punto è che ormai questo albero non è più una decorazione: è diventato un pezzo del paesaggio urbano. Un riferimento stabile. È possibile che presto venga inserito nei navigatori: “Piazza Duomo – Albero (fisso)”. E magari il Comune lo promuoverà come attrazione destagionalizzata: il primo albero di Natale perenne d’Italia. Altro che “Green Christmas”: qui siamo al “Christmas 365”.
In conclusione: lasciamolo lì, che ormai porta fortuna
Diciamocelo: vederlo ancora lì il 18 gennaio fa sorridere. E in fondo è anche un po’ rassicurante: mentre il mondo corre, a Reggio Calabria c’è almeno una certezza. E poi, se proprio vogliamo essere pratici… tra due mesi è Pasqua, tra sei mesi Ferragosto, e tra undici mesi Natale. A questo punto conviene davvero non toglierlo più.
