“Il sequestro da oltre 10 milioni di euro disposto dalla magistratura per gestione illecita dei depuratori, fanghi smaltiti irregolarmente e scarichi abusivi di liquami in mare a Reggio Calabria conferma, punto per punto, ciò che denunciavo pubblicamente da almeno un anno come cittadino, come docente e come presidente dell’Associazione LIFE”. E’ quanto afferma il Prof. Simone Antonio Veronese. “Per mesi abbiamo segnalato il malfunzionamento cronico dei depuratori; lo sversamento di liquami non trattati in mare; la gestione opaca dei fanghi; la presenza di allacci idrici abusivi che compromettevano l’intero sistema di depurazione. Eppure, di fronte ai divieti di balneazione, il Comune di Reggio Calabria ha tentato più volte di scaricare le responsabilità su Sorical, l’ultima uscita proprio da parte dell’assessore delegato Burrone , quando invece i dati erano già chiari“, rimarca Veronese.
“La responsabilità era pienamente comunale”
“I tre punti più critici segnalati da Goletta Verde ricadevano proprio nel territorio comunale di Reggio Calabria, in particolare tra Catona e Pellaro. Lo avevamo detto e scritto più volte: la responsabilità era pienamente comunale. Quelle denunce sono rimaste a lungo inascoltate, archiviate come polemica o allarmismo. Oggi scopriamo che non lo erano. Quegli articoli, quelle prese di posizione, quel grido di allarme che sembrava cadere nel vuoto hanno invece contribuito ad accendere i riflettori su un disastro ambientale continuo, che ha devastato il nostro mare, danneggiato l’immagine della città e messo a rischio la salute dei cittadini“, sottolinea Veronese.
“Ambientalismo ideologico”
“Questa battaglia non è stata portata avanti solo come Associazione LIFE, ma anche come Associazione Amici del Ponte sullo Stretto, denunciando l’ipocrisia di certo ambientalismo ideologico: un ambientalismo che puntava il dito contro il Ponte sullo Stretto, ma chiudeva gli occhi sui liquami di Reggio Calabria, sui depuratori che non depuravano e su un mare trasformato in una fogna. Le responsabilità penali saranno accertate dalla magistratura. Ma le responsabilità politiche e amministrative sono oggi evidenti e non possono più essere eluse. Oggi va espresso un ringraziamento doveroso alle forze dell’ordine e alla magistratura, che dimostrano attenzione e serietà nel seguire le denunce dei cittadini e gli articoli forti pubblicati sulla stampa, dando un segnale chiaro: chi non ha paura, chi non arretra e chi difende il bene comune non parla invano“, puntualizza Veronese.
“È questo il percorso necessario per una città libera dalla criminalità organizzata, una Reggio Calabria che possa tornare al suo splendore, dopo anni di progressivo declino e di distruzione amministrativa maturata nel decennio dell’amministrazione Falcomatà. Reggio Calabria merita verità, trasparenza e una gestione seria dell’ambiente. Non comunicati rassicuranti, non scaricabarile, non silenzi. Chi per un anno ha definito queste denunce “allarmismo” oggi dovrebbe avere l’onestà di riconoscere che il problema c’era, ed era grave”, conclude Veronese.
