Quando alla Reggina commettono degli errori, ed è successo sistematicamente in questi due anni e mezzo, non è mai colpa della società. Non è mai colpa di Ballarino, non è mai colpa di Praticò, non è mai colpa di Bonanno. E’ sempre colpa di qualcun altro. Del Trapani, del Siracusa, degli arbitri, degli allenatori, della Vibonese che non si scansa e di tanto altro. E ora? A chi è da imputare il disastro di buona parte del girone d’andata. “Ci siamo complicati la vita perché forti dei risultati dello scorso anno, nonostante le sollecitazione della dirigenza, la squadra non ha avuto un atteggiamento famelico. In più la condizione atletica evidentemente deficitaria e, inevitabilmente, quando non arrivano i risultati diventa tutto più difficile nella testa e nelle gambe. Inoltre alcuni giocatori non hanno reso come ci aspettavamo”. Sono le parole del DG Praticò in un’intervista concessa per il settimanale “Forza Reggina”. Anche questa volta, dunque, la colpa non è loro. E’ del preparatore atletico, è di alcuni giocatori che non hanno reso al meglio.
Poi l’attenzione si sposta sul tanto atteso attaccante, che ancora non è arrivato. Tutti prendono attaccanti da altre squadre (la Nissa ha ingaggiato Alagna e Sarao, Diaz si è liberato ed è andato al Fasano), solo per la Reggina queste operazioni sono difficili perché le squadre non liberano i giocatori (ma le varie Pistoiese, Nissa e Gela li hanno liberati…). E così salta Alagna, salta Barranco, per Castro chiedono cash. La verità è quella. “L’appetibilità della Reggina sembra limitata, se alcuni giocatori preferiscono andare altrove…”, viene chiesto a Praticò. Che risponde: “capisco a chi si fa riferimento (Alagna, nda), ma direi proprio di no. Ricevo tante proposte perché qui si fa calcio vero. Montalto non sostituito? Non è facile prendere un attaccante a stagione in corso perché se è bravo le società non lo danno, se svincolato ci vuole tempo per averlo a disposizione. Non possiamo sbagliare: deve essere pronto e affamato”. Ecco la conferma: gli attaccanti si spostano, solo per la Reggina è impossibile. Chissà perché. Ma “qui si fa calcio vero…”.
La chicca finale è sui risultati. Da due anni e mezzo umiliazioni e figuracce, terzo anno di fila in Serie D, mai un primo posto. Ma per Praticò i risultati non sono così male. “Abbiamo creato le condizioni per far rendere al meglio possibile il lavoro della squadra e del settore giovanile. E’ stata una crescita costante, finalizzata ad arrivare nei professionisti. Centro sportivo, settore giovanile, siamo primi in ogni categoria e con giocatori arrivati in prima squadra. La società è cresciuta con nuove figure ed è diventata attrattiva per il territorio. I risultati sono un’altra cosa, ma sono davvero così negativi? Finale play off persa il primo anno, vinta l’anno scorso dopo una lotta fino all’ultimo. Il vero rammarico è di non essere mai stati primi”.
