Buona la prima. Del 2026. Una prima che è come l’ultima del vecchio anno e come l’ultima del girone di andata. La Reggina batte il Castrumfavara, squadra che aveva cominciato a far perdere le prime certezze agli amaranto di Trocini nel match d’esordio un girone fa. Allora spuntarono le prime crepe, oggi invece si consolidano certezze. E’ la sesta vittoria consecutiva, la sesta senza subire gol, il che fa di quella amaranto ancora la seconda miglior difesa. Successo facile, maturato prima della mezz’ora, contro un avversario che in avvio di torneo sembrava poter essere tra le mine vaganti di un torneo equilibrato e mediocre, livellato verso il basso, ma che invece ora è in lotta per non retrocedere.
La sfida inizia con qualche minuto di ritardo, per via di un problema occorso a Mungo nel riscaldamento. Il centrocampista non va neanche in panchina, al suo posto c’è Bevilacqua. E’ proprio quest’ultimo a propiziare il rigore dopo dieci minuti di lancetta. Fofana atterrato, fischio dell’arbitro, Ragusa dal dischetto non sbaglia e fa 1-0. Partita in discesa, avvio facile per gli amaranto. Al 24′ il Castrumfavara va a un passo dal pari, ma il gol è solo sfiorato. A segnarlo, ma dall’altra parte, è la Reggina, che fa 2-0 prima della mezz’ora e mette difatti già in ghiaccio la partita. L’autore della marcatura è ancora Ferraro.
Gli ospiti, al netto di quello che si poteva pensare, provano a giocarsi la partita, ma le diverse qualità in campo si vedono, anche in fase offensiva. Le chance non mancano, ma la rete non arriva. Dall’altra parte, anche la Reggina ci prova, sfiorando più volte il 3-0. Alla fine, al di là del risultato, termina in trionfo per la squadra dello Stretto, che ha un ruolino di marcia perfetto (solo vittorie) nelle ultime sei partite. Questa volta, però, la compagine di Torrisi non risucchia alcun punto a chi sta sopra, perché in vetta vincono tutte: Igea Virtus, Savoia e Athletic Palermo. Il primo posto è sempre a -4.
