Ponte sullo Stretto, Salvini rilancia: “se c’è vento i traghetti non partono, ma con quello si passa”

Matteo Salvini: “non è il momento di cercare colpe, servono risorse e meno burocrazia per ricostruire. C’è bisogno anche di grandi opere, dal Ponte sullo Stretto alla Tav”

Ieri ho incontrato sindaci e amministratori siciliani e calabresi, non è il momento di cercare le colpe: è il momento di trovare i soldi e tagliare burocrazia perché ricostruiscano in fretta“. Così Matteo Salvini, vicepremier, ministro delle Infrastrutture e leader della Lega, sulla frana di Niscemi a margine di un’iniziativa sulla sicurezza a Firenze. “Poi ci saranno le commissioni – ha aggiunto -, i geologi, gli ingegneri, i tecnici. Non spetta a me dare colpe, io ora devo aiutare a far ripartire le ferrovie che, ad esempio, in una parte di Sicilia ripartiranno solo ai primi di marzo. Quindi su questo ci stiamo impegnando“.

Per Salvini, anche alla luce dell’accaduto, “c’è più bisogno di grandi opere. Penso alla Tav, penso al tunnel del Brennero, penso al Mose che salva Venezia dall’acqua alta, penso al Ponte sullo Stretto che in caso di calamità naturali è una garanzia di collegamento stabile, perché se c’è mare mosso i traghetti non vanno, ma se c’è mare mosso e c’è vento sul Ponte tu ci passi“. Riguardo alla questione dell’espansione urbanistica di Niscemi, “temo che non ci sia solo a Niscemi – ha detto -, perché io da ministro sto girando territori dove nei decenni passati si è costruito laddove non si doveva costruire. Ma non basta andare in Sicilia, basta andare anche molto più vicino, basta pensare alle alluvioni che colpivano territori dove si è costruito nel secolo scorso, probabilmente in abbondanza“.