Polistena, emozione e partecipazione allo spettacolo “Un Gramsci mai visto” | FOTO

"Un Gramsci mai visto" conquista il pubblico dell'Auditorium Comunale di Polistena

Ieri sera, nella cornice scenica dell’Auditorium Comunale di Polistena, si é svolto lo spettacolo “Un Gramsci mai visto”, ideato e interpretato dal professor Angelo Dorsi, spettacolo accompagnato dalla musica dei Mattanza, il popolare gruppo calabrese. Lo spettacolo molto partecipato, é durato circa due ore, ha ripercorso – grazie a un’interpretazione intensa e coinvolgente – la vita di Antonio Gramsci sin dall’infanzia, attraversandone tutte le tappe principali della sua vita.

Un racconto emozionante che ha restituito al pubblico non solo il profilo intellettuale e politico di Gramsci, ma anche la dimensione umana segnata da sacrifici, sofferenze e fragilità legate alle condizioni di salute. Particolarmente forte il passaggio dedicato alla persecuzione subita durante il fascismo: la detenzione e le dure condizioni carcerarie, che ne hanno progressivamente minato l’esistenza, fino a spegnerla.

Un lavoro capace di unire narrazione, memoria storica e musica dal vivo, offrendo una lettura profonda e non convenzionale della figura di Gramsci. Ad introdurre la serata Mariacatena Scali segretaria del circolo del Partito della Rifondazione Comunista di Polistena che ha parlato della necessità di far conoscere il pensiero di Gramsci alle giovani generazioni sempre più distanti dalle idealità politiche in nome di un nuovo antifascismo.

Il Sindaco Michele Tripodi ha parlato della necessità di attualizzare al presente la filosofia di Gramsci , il quale rappresenta l’esempio più forte di #resistenza umana al fascismo. “Sino a quando vigerà la legge della prevaricazione, della dominazione, dell’oppressione funzionale al denaro ed al capitale – ha detto Tripodi – l’umanità non sarà mai libera perché vi sarà chi pensando di poter acquistare con i soldi le persone, ne opprime la dignità. In tal senso il pensiero di Gramsci insegna a vivere non rassegnati alla legge del più forte, ma viceversa spinge alla ribellione dinanzi ad ogni forma di ingiustizia ed arroganza”.

Il professor Angelo d’Orsi nel suo intervento conclusivo ha ringraziato gli organizzatori e esortato nel nome di Gramsci, che odiava gli indifferenti, a ritornare ad essere partigiani dell’oggi coltivando sempre la speranza di chi, dopo ogni caduta, trova sempre la forza di rialzarsi e combattere. La serata si è chiusa sulle note della canzone “Bella Ciao” suonata dai Mattanza.