L’attacco diretto all’Iran è stato solo rimandato. Sembra questo lo scenario configuratosi dopo che, nelle scorse settimane, Israele e i Paesi Arabi hanno convinto Donald Trump a non agire militarmente in risposta alla repressione delle proteste nel Paese. Gli USA continuano, però, a monitorare la situazione e il presidente Trump valuta con attenzione la possibilità di un’azione militare diretta, rapida e netta che possa aprire la strada al rovesciamento del regime.
Secondo il “New York Times”, il Pentagono ha presentato a Trump una lista ampliata delle possibili opzioni militari contro l’Iran con l’obiettivo di colpire ulteriormente i siti dei programmi nucleari e missilistici o di indebolire il leader supremo Ali Khamenei. Le nuove opzioni includono anche raid delle forze americane in siti all’interno dell’Iran. Il Presidente rimane al momento aperto a una soluzione diplomatica. Trump ora adotta un approccio simile a quello che ha usato per il Venezuela, scrive il quotidiano americano.
