La Reggina oggi festeggia 112 anni di storia. Quale miglior compleanno per giocare lo scontro diretto in casa della… Nissa. In Serie D… Il terzo anno di Serie D di fila. Uno scontro diretto in cui magari ci può stare anche un pareggio. “Non serve la vittoria a tutti i costi”, ha detto l’allenatore. Oggi, 11 gennaio 2026, nel giorno del 112° compleanno della Reggina, la città deve “sorbirsi” uno scontro diretto a Caltanissetta accontentandosi anche di un eventuale pari, anziché avere l’ambizione – che poi non è neanche ambizione, ma normalità dei fatti, degli eventi, della storia – di vincere 0-4. Ma non è tutto. Non solo, oggi, è uno dei compleanni più tristi della storia. Non solo la città si deve “sorbire” questo scontro diretto e questo periodo storico. Si deve “sorbire” anche le poesie del Dante Alighieri di Castel di Iudica: Nino Ballarino.
Il patron della Reggina, che continua a usare Facebook come fosse un ragazzino di 14 anni, pubblica una poesia densa di retorica e falsità, un testo smielato ed esagerato fino all’inverosimile. Tutto, per augurare buon compleanno alla Reggina. Ci si aspetterebbe che, nel giorno del compleanno, il proprietario della squadra che lo festeggia si lasciasse andare a fatti, investimenti importanti, progetti, ambizione. E invece il tifoso reggino si deve sentir dire che non è importante vincere, ma è importante l’appartenenza, l’orgoglio, la passione e tutte queste “menate” inutili, superflue e – appunto – retoriche. D’altronde, così ha gestito la Reggina in questi due anni e mezzo: promesse false, fatti pochi, umiliazioni tante, decisioni assunte e poi “rimangiate” (sul mercato e non solo).
In questa lettera, Ballarino parla di tifosi. Li esalta. Dice che ci sono, sempre. Eppure li ha umiliati, e continua a farlo. Li ha presi in giro quando, qualche mese fa, mentre era lui a far umiliare la città a suon di figuracce contro squadre di paese, si metteva a ballare in Tribuna Vip rivolgendosi alla Curva che lo contestava. Gestacci, erano. Altro che esaltazione dei tifosi. Tifosi che hanno deciso per l’ennesimo dietrofront confusionario. Ma per supportare la squadra, non di certo il proprietario del club. Quello che gli dice che vincere non è importante, che l’ambizione non è importante. Quello che gli riempie la testa di frasi vuote, come quando afferma che ha pianto (ha pianto così come Falcomatà, nel giorno in cui è decaduto da Sindaco, sarà un caso?). Come quando, ancora, dice che l’ha incontrata nei momenti brutti. Erano brutti, sì, ma per colpa sua lo sono diventati ancora di più. Brutti e anonimi. Freddi.
Fa sorridere il fatto che, su Facebook, in accompagnamento al testo, Ballarino scelga la grafica di due foto reali e iconiche. Di due coreografie della Curva Sud: una in Serie A e una in Serie B, qualche anno fa, in un derby contro il Cosenza vinto 3-0 con Inzaghi alla guida. E’ Ballarino stesso a utilizzare immagini che non rappresentano affatto la Reggina attuale. Una Reggina impossibile da raggiungere per lui. E non è un fatto di categorie, né di risultati.
Riproponiamo integralmente la poesia di Ballarino. Una poesia i cui contenuti, lo ribadiamo, pensiamo non rispettino il reale pensiero di chi l’ha scritta. Affatto. Meno retorica, meno parole, più fatti. E’ quelli che la città ha sempre chiesto (quella che ha realmente ambizione e voglia di emergere, non di certo volontà di vivere nella mediocrità). E’ quelli che la città, da Ballarino, non avrà mai.
La lettera integrale
BUON COMPLEANNO REGGINA 1914
11 settembre 2023
Non ti ho incontrata nei giorni belli.
Ti ho incontrata quando facevi male.
La Reggina era ferita,
Intorno solo difficoltà, macerie, rabbia.
Eppure c’era qualcosa che resisteva:
i tifosi.
Il popolo amaranto.
Stanchi, delusi, umiliati.
Ma presenti.
Sempre.
Senza accorgermene sono diventato uno di loro.
Non per una vittoria.
Non per una classifica.
Ma per il dolore.
Ho iniziato a soffrire per un non risultato,
a sentire il peso di una partita
che per altri non contava nulla.
E ho pianto.
Pianto vero.
Per una maglia,
per dei colori,
per un amore che non ha logica
ma ti prende lo stomaco
e non ti lascia più.
In quel momento ho capito:
essere amaranto non è una passione.
È una scelta definitiva.
Amare la Reggina
significa restare quando sarebbe più facile scappare,
difenderla quando tutti la colpiscono,
portarsi addosso una ferita
che non vuoi far guarire.
Io non ti ho scelta nel successo,
Perche chi è amaranto
non cerca felicità.
Cerca appartenenza.
E anche quando fai male,
tu sei casa
Auguri mia Reggina, per i tuoi 112 anni.
112 anni di battaglie,
di cadute e risalite,
di promesse spezzate e sogni testardi.
112 anni di popolo amaranto,
di amore di fedeltà che resiste al tempo e al dolore.
Non sei una squadra da tifare.
Sei una ferita da portare con orgoglio.
Sei casa, anche quando fai male.
Auguri Reggina mia.
Finché ci sarà qualcuno disposto a soffrire per te,
tu non morirai mai.
Un tifoso amaranto
Nino Ballarino
