Di Massimiliano Ferrara – Il 3 gennaio 2026, le forze speciali americane hanno catturato Nicolás Maduro a Caracas, ponendo fine a un regime che ha portato il Venezuela al più grande collasso economico in tempo di pace della storia moderna. Ma questo epilogo era scritto nelle leggi della fisica? Un modello matematico basato sulla termodinamica, sviluppato negli ultimi vent’anni, aveva già identificato il Venezuela come sistema economico prossimo al “punto triplo“: una condizione di instabilità estrema dove inflazione, crisi monetaria e crollo del reddito convergono simultaneamente. Questo articolo spiega come la fisica può illuminare l’economia e cosa ci insegna il caso venezuelano.
L’operazione “Risoluzione Assoluta” e la fine di un’era
Nelle prime ore del 3 gennaio 2026, mentre Caracas dormiva, circa 200 operatori delle forze speciali americane hanno condotto l’operazione “Absolute Resolve”. In poche ore, Nicolás Maduro e sua moglie Cilia Flores sono stati catturati e trasferiti a New York, dove sono comparsi davanti a un giudice federale con accuse di narcoterrorismo e traffico di cocaina.
“Gli Stati Uniti sono ora responsabili del Venezuela“, ha dichiarato il Presidente Trump, definendo l’operazione “un aggiornamento della Dottrina Monroe“. La vicepresidente Delcy Rodríguez è stata nominata presidente ad interim, mentre il paese è stato posto in stato di emergenza.
Ma al di là delle dinamiche geopolitiche, la caduta di Maduro rappresenta l’epilogo di un processo economico che era stato previsto con notevole precisione da un modello matematico sviluppato negli ultimi due decenni: l’Economia Roegeniana.
L’Economia Roegeniana: quando la fisica incontra l’economia
Nel 1971, l’economista romeno-americano Nicholas Georgescu-Roegen pubblicò “The Entropy Law and the Economic Process“, un’opera rivoluzionaria che applicava le leggi della termodinamica ai sistemi economici. La sua intuizione fondamentale: i processi economici, come quelli fisici, sono irreversibili e soggetti alla legge dell’entropia. “La materia-energia entra nel processo economico in uno stato di bassa entropia e ne esce in uno stato di alta entropia“, scrisse Georgescu-Roegen. Un’idea semplice ma dalle conseguenze profonde.
Ho iniziato a lavorare su queste idee nei primi anni Duemila, quando ho incontrato il professor Constantin Udrişte dell’Università Politehnica di Bucarest, uno dei più brillanti matematici romeni della sua generazione. Udrişte aveva intuito che le strutture geometriche della termodinamica potevano essere trasferite all’economia in modo rigoroso, non come semplice metafora ma come vera e propria corrispondenza matematica.
La nostra collaborazione, durata oltre vent’anni, ha prodotto una serie di pubblicazioni che hanno progressivamente costruito quello che oggi chiamiamo “Economia Roegeniana“. Nel 2002 pubblicammo il primo lavoro sui sistemi economici non olonomi. Nel 2004 uscì la monografia “Economic Geometric Dynamics” per Geometry Balkan Press, che stabiliva le fondamenta matematiche del framework. Seguirono articoli sulla geobiodinamica economica (2008), sulla geometria non olonoma dei sistemi economici (2010), e un importante lavoro sulla controllabilità dei sistemi macroeconomici pubblicato sul Journal of Optimization Theory and Applications nel 2012.
Il culmine di questo percorso è stato l’articolo sul diagramma di fase, pubblicato nel 2019 sugli Atti dell’Accademia Peloritana dei Pericolanti, dove abbiamo introdotto formalmente i concetti di “punto triplo” e “punto critico” economici. Purtroppo, il professor Udrişte ci ha lasciati prima di vedere le conferme empiriche più drammatiche della sua teoria. Ma il framework che abbiamo costruito insieme continua a dimostrare la sua validità.
L’idea centrale è questa: così come l’acqua può esistere in tre stati (solido, liquido, gassoso) a seconda di temperatura e pressione, anche un sistema economico può trovarsi in tre «fasi» distinte a seconda di due variabili fondamentali: la stabilità politica interna e il livello dei prezzi.
Tabella 1: Il Dizionario Termodinamica-Economia
| TERMODINAMICA | ECONOMIA | SIGNIFICATO |
| Temperatura (T) | Stabilità politica (I) | Intensità dell’attività costruttiva |
| Pressione (P) | Livello dei prezzi | Compressione del potere d’acquisto |
| Entropia (S) | Entropia economica | Irreversibilità e degradazione |
| Solido | Inflazione | Sistema rigido, bloccato |
| Liquido | Politica monetaria | Sistema adattabile |
| Gas | Reddito stabile | Sistema libero e dinamico |
Il diagramma di fase: una mappa del destino economico
Il cuore del modello Roegeniano è il diagramma di fase: un grafico bidimensionale dove l’asse orizzontale rappresenta la stabilità politica interna (misurata ad esempio dall’indice della World Bank) e l’asse verticale il livello dei prezzi (o tasso di inflazione).
In questo diagramma, ogni paese occupa una posizione specifica. I paesi con alta stabilità e bassa inflazione (Svizzera, Singapore, Giappone) si trovano nella “fase del reddito“: sistemi economici stabili dove il capitale può accumularsi e la crescita è sostenibile. I paesi con bassa stabilità e alta inflazione (Venezuela, Zimbabwe, Sudan) si trovano nella “fase inflazionistica“: sistemi bloccati dove l’incertezza impedisce qualsiasi pianificazione economica.
Ma il punto più critico del diagramma è il “punto triplo“: la singolare combinazione di stabilità e prezzi dove tutte e tre le fasi coesistono contemporaneamente. In questo punto, il sistema è massimamente instabile: una piccola perturbazione può spingerlo verso qualsiasi direzione.
Figura 1: Il Diagramma di Fase Economico

Il diagramma mostra come stabilità politica e inflazione determinino la fase economica di un paese. Il Venezuela nel 2018 si trovava profondamente nella zona inflazionistica, lontano dalla stabilità.
Venezuela: cronaca di un collasso annunciato
I numeri del Venezuela sono impressionanti nella loro drammaticità. Nel 2013, quando Maduro ereditò il potere da Chávez, il PIL pro capite era di circa 12.000 dollari. Oggi è crollato a meno di 3.000 dollari: una contrazione del 75-80%, la più grave mai registrata in tempo di pace.
L’inflazione ha raggiunto livelli che sfidano la comprensione: dal 69% nel 2014 al 130.000% nel 2018, fino a stime di oltre 1.700.000% secondo alcune fonti. In termini pratici, questo significa che il prezzo di una tazza di caffè poteva raddoppiare nel tempo necessario a berla.
Tabella 2: L’evoluzione della crisi venezuelana
| Anno | Inflazione | PIL (var. %) | Produz. Petrolio | Stabilità* |
| 2013 | 56% | +1.3% | 2.8 mln b/g | 25% |
| 2014 | 69% | -3.9% | 2.7 mln b/g | 22% |
| 2016 | 500% | -17% | 2.2 mln b/g | 15% |
| 2017 | 4,000% | -16% | 1.9 mln b/g | 12% |
| 2018 | 130,000% | -19% | 1.3 mln b/g | 9% |
| 2019 | 9,586% | -35% | 0.8 mln b/g | 8% |
| 2023 | 190% | +5% | 0.7 mln b/g | 8.5% |
*Indice di stabilità politica World Bank (percentile). Fonti: FMI, Banca Mondiale, OPEC.
Ma il dato più significativo è la traiettoria nel diagramma di fase. Nel 2013, il Venezuela si trovava già in una posizione precaria, ma ancora recuperabile. Anno dopo anno, il paese si è spostato verso il basso (minor stabilità) e verso l’alto (maggiore inflazione), avvicinandosi sempre più alla zona critica.
Il punto triplo: quando tutto crolla simultaneamente
Cosa succede quando un sistema economico si avvicina al punto triplo? La teoria Roegeniana prevede che in questa zona le normali relazioni causa-effetto si rompano. Piccole variazioni nelle politiche producono effetti imprevedibili e sproporzionati. È esattamente ciò che abbiamo osservato in Venezuela.
Nel 2018, il Venezuela mostrava simultaneamente tutti i sintomi del punto triplo:
| • Iperinflazione galoppante: i prezzi aumentavano del 50% al mese
• Collasso monetario: il bolivar aveva perso il 99,99% del suo valore • Crollo del reddito: il 94% della popolazione viveva in povertà • Esodo di massa: oltre 7 milioni di venezuelani sono fuggiti dal paese |
Questa convergenza di crisi non è casuale. Nel modello Roegeniano, è la conseguenza naturale dell’avvicinamento al punto triplo: le tre fasi (inflazione, crisi monetaria, collasso del reddito) non sono più separate ma si sovrappongono e si alimentano reciprocamente.
Da Weimar a Caracas: lezioni dalla storia
Il caso venezuelano non è unico. La Germania di Weimar nel 1923 rappresenta l’esempio storico più studiato di dinamica da punto triplo. In quel caso, l’occupazione della Ruhr da parte di Francia e Belgio (shock di stabilità) innescò un’iperinflazione che raggiunse il 4,2 trilioni di marchi per dollaro in novembre.
Come in Venezuela, la Germania di Weimar sperimentò simultaneamente: prezzi che raddoppiavano ogni poche ore, completo collasso della politica monetaria, e crollo del reddito reale della classe media. Il sistema era al punto triplo.
La differenza? La Germania ne uscì grazie all’introduzione del Rentenmark e alla stabilizzazione politica. Il Venezuela di Maduro, invece, ha continuato ad aggravare la crisi con politiche di stampa monetaria indiscriminata, controlli dei prezzi disfunzionali e repressione politica crescente.
L’intervento americano: fisica e geopolitica
L’operazione del 3 gennaio 2026 può essere letta anche attraverso la lente del modello Roegeniano. Trump ha affermato che gli Stati Uniti “gestiranno” il Venezuela per un periodo non specificato, con l’obiettivo dichiarato di rivitalizzare l’industria petrolifera.
In termini di diagramma di fase, l’intervento americano rappresenta un tentativo di spostare il Venezuela verso una maggiore stabilità attraverso un cambio di regime forzato. Se avrà successo, il paese potrebbe gradualmente uscire dalla zona inflazionistica e muoversi verso la fase della politica monetaria, e eventualmente verso la fase del reddito.
Tuttavia, la teoria Roegeniana ci avverte: vicino al punto triplo, gli interventi esterni possono avere effetti imprevedibili. La storia è piena di esempi di «terapie shock» che hanno fallito perché non tenevano conto della complessità dei sistemi economici.
Cosa ci insegna il Venezuela?
Il caso venezuelano offre almeno tre lezioni fondamentali:
Prima lezione: le istituzioni contano più delle risorse.
Il Venezuela possiede le maggiori riserve petrolifere del mondo, eppure è collassato. La ragione? La progressiva erosione delle istituzioni democratiche ha rimosso i «check and balances» che avrebbero potuto fermare le politiche autodistruttive.
Seconda lezione: i sistemi economici hanno «fasi» qualitative.
Non è solo una questione di «più» o «meno» inflazione. Superata una certa soglia, il sistema cambia natura: la moneta cessa di funzionare come riserva di valore, i contratti diventano impossibili, l’economia si «congela».
Terza lezione: evitare il punto triplo è più facile che uscirne.
Una volta che un sistema economico si avvicina al punto triplo, le opzioni di politica economica si restringono drammaticamente. La prevenzione è molto più efficace della cura.
Il futuro: scenari possibili
Cosa accadrà al Venezuela? Il modello Roegeniano suggerisce tre scenari:
| OTTIMISTICO | Stabilizzazione politica rapida, riforma monetaria (dollarizzazione?), graduale ricostruzione delle istituzioni. Transizione verso la fase del reddito in 5-10 anni. |
| INTERMEDIO | Transizione caotica, tensioni tra fazioni, parziale stabilizzazione grazie all’intervento esterno. Il sistema rimane nella fase della politica monetaria per anni. |
| PESSIMISTICO | Resistenza armata, guerra civile, frammentazione del paese. Il sistema rimane vicino al punto triplo con oscillazioni continue tra fasi. |
La fisica dell’economia
Il caso Venezuela dimostra che l’economia non è solo una questione di numeri e politiche. È un sistema complesso che obbedisce a leggi profonde, analoghe a quelle della fisica. Comprendere queste leggi non ci permette di prevedere il futuro con certezza, ma ci aiuta a identificare le zone di pericolo e a evitare le traiettorie che conducono al collasso.
Maduro è ora in una cella a Brooklyn. Ma le forze che hanno portato al suo arresto erano in movimento da anni, visibili a chi sapeva leggere il diagramma di fase. La prossima volta che sentiremo parlare di un paese con inflazione crescente e istituzioni in declino, sapremo riconoscere i segnali di un sistema che si avvicina al punto triplo.
E forse, questa volta, potremo intervenire prima che sia troppo tardi.
