Groenlandia, Trump: “se nelle mani degli USA, la Nato diventa formidabile. Serve per Golden Dome”

Donald Trump sottolinea l'importanza della Groenlandia per il Golden Dome USA e per l'intera Nato

La Nato diventa molto più formidabile ed efficace con la Groenlandia nelle mani degli Stati Uniti. Qualunque cosa al di sotto di questo sarebbe inaccettabile“. È quanto fatto presente dal presidente americano Donald Trump in un post su Truth Social parlando della volontà degli USA di mettere le mani sulla Groenlandia. “Gli Stati Uniti hanno bisogno della Groenlandia per motivi di sicurezza nazionale. È fondamentale per il Golden Dome che stiamo costruendo. La Nato dovrebbe guidarci nell’ottenerla – ha scritto Trump, ricordando che – se non lo facciamo noi, lo faranno la Russia e la Cina, e questo non può accadere!“, ha aggiunto.

Dal punto di vista militare, senza la grande forza degli Stati Uniti, che ho in gran parte costruito durante il mio primo mandato e che ora sto portando a un nuovo livello ancora più alto, la Nato non sarebbe una forza efficace o un deterrente, neanche lontanamente! – ha aggiunto – Loro lo sanno, e lo so anch’io“.

Riferendosi alla presenza di Russia e Cina nella regione artica, Trump ha lanciato su Truth Social un appello alla Nato: “dite alla Danimarca di farli andare via, ora! Due slitte trainate da cani non basteranno! Solo gli Usa possono!!!“.

Trump ha rilanciato un recente rapporto dell’intelligence danese, secondo cui “Russia, Cina e Stati Uniti hanno interessi divergenti nell’Artico, ma tutte e tre le potenze cercano di svolgere un ruolo più ampio nella regione”. Il documento segnala che “la crescente competizione tra grandi potenze nell’Artico ha portato una significativa attenzione internazionale sulla regione“, anche per “il crescente interesse degli Stati Uniti per la Groenlandia e le sue implicazioni per la sicurezza nazionale Usa“. In particolare, si sottolinea che “i radar della base spaziale di Pituffik svolgono un ruolo centrale nel rilevare missili ostili diretti verso il territorio continentale statunitense“.

Il rapporto avverte inoltre che, nonostante le pressioni legate alla guerra in Ucraina, “le capacità centrali della Russia nell’Artico restano in gran parte intatte” e Mosca “conserva la capacità di dispiegare rapidamente caccia e bombardieri nelle sue basi artiche“, risultando “in grado di colpire con breve preavviso obiettivi occidentali nell’Artico e nel Nord Atlantico“. La Cina, pur senza presenza militare nella regione, “mira a sviluppare entro 5-10 anni una capacità autonoma di operare nelle acque artiche“. Gli analisti stimano infine che “Russia e Cina rafforzeranno la loro cooperazione artica nei prossimi anni“, con possibili esercitazioni congiunte nel 2026 “come segnale strategico agli Stati Uniti e all’Occidente“.