La situazione della Groenlandia e la volontà di annetterla agli USA da parte del presidente Trump sono il tema caldo di questi giorni. Diversi Paesi europei si sono opposti e il tycoon, di tutta risposta, ha minacciato l’introduzione di dazi verso quelli che ha definito gli “alleati” della Groenlandia. Fra di essi non c’è l’Italia e, probabilmente, non ci sarà, grazie all’ottimo rapporto fra Trump e Meloni.
Secondo quanto riportato dall’Adnkronos, Simone Crolla, consigliere delegato dell’American chamber of commerce in Italy (AmCham Italy), la Camera di commercio americana in Italia, non crede che le recenti frizioni sulla Groenlandia “possano avere effetti anche sui rapporti tra Italia e Usa, perché la relazione tra il presidente Trump e la premier Meloni è tra le migliori al mondo, come confermato da tutti i soggetti più esposti tra le due sponde dell’Atlantico. Meloni e Trump provengono entrambi dalla stessa famiglia politica ma li accumuna anche una visione comune su molte questioni“.
“Sulla Groenlandia è urgente trovare una soluzione negoziata e l’Italia può svolgere adesso un ruolo chiave. Invece di trasformare la Groenlandia in un simbolo di scontro geopolitico, è possibile farne il perno di una cooperazione strutturata su investimenti e sicurezza, capace di rispondere alle reali priorità strategiche degli Stati Uniti senza mettere in discussione la sovranità danese e le necessità della popolazione locale. Agli Stati Uniti non serve ‘comprare’ la Groenlandia. Ciò che conta davvero per Washington è il controllo funzionale delle risorse critiche e dell’architettura di sicurezza dell’Artico: minerali essenziali per le filiere energetiche e della difesa, infrastrutture dual-use e posture militari avanzate sul fianco nord dell’Atlantico“, ha aggiunto Crolla.
“L’Italia può proporre di incanalare queste esigenze in un pacchetto integrato che trasformi il contenzioso in un accordo vantaggioso per tutte le parti. Il primo pilastro sarebbe quindi la creazione di un Fondo congiunto Usa–Europa dedicato allo sviluppo delle risorse minerarie e infrastrutturali della Groenlandia e dell’Artico occidentale. Il secondo sarebbe inoltre un concreto rafforzamento della sicurezza artica, formalizzato in ambito Nato“.
“L’Europa – ha dichiarato Crolla – si assumerebbe una quota maggiore e misurabile del peso di queste misure: più truppe, esercitazioni, capacità di sorveglianza e investimenti nelle infrastrutture militari tra Groenlandia, Islanda e isole del Nord, come tra l’altro confermato stamattina a Davos dalla presidente Von der Leyen. Il tutto resterebbe sotto chiara leadership statunitense, rafforzando il ruolo degli Usa come garante ultimo della sicurezza dell’Artico. La politica è l’arte del compromesso e questo vale anche in questo nuovo anno che abbiamo appena aperto“, ha rimarcato.
Sulla questione “molto preoccupante legata alla Groenlandia apprezzo molto in questo frangente la cautela ed il pragmatismo con cui si sta muovendo il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni“, ha concluso Crolla.
