“Il catasto degli scarichi delle acque reflue, obbligatorio per legge e gestito a livello regionale tramite i consorzi tra enti locali, rappresenta uno strumento essenziale per una gestione sostenibile e trasparente delle reti fognarie. Il Consorzio Valle Crati – ricorda il presidente – è l’unico nel Mezzogiorno ad applicarlo concretamente, garantendo un sistema di controllo avanzato e pienamente conforme alle normative ambientali”. Lo dichiara il Presidente del Consorzio Valle Crati, Avv. Maximiliano Granata.
“In merito all’autorizzazione alla realizzazione di struttura sanitaria, ex art. 8-Ter D.Lgs 502/92 c. 3° e s.m.i., della Ditta ‘IGRECO OSPEDALI RIUNITI S.R.L..’, ai fini del trasferimento delle sedi operative plessi ex Madonnina sita in P.zza Quintieri n. 1, ed ex Sacro Cuore sita in C.so L . Fera n. 50, in – V/le Crati snc – fg. n. 4/part. n. 127 – facendo seguito al parere di competenza del Settore Urbanistica ed Edilizia Privata protocollo n. 4204/13.01.202, aveva subordinato ovvero condizionato ‘alla positiva conclusione dell’iter tecnico-amministrativo relativo alla pratica edilizia…’ presso lo sportello telematico Calabriasue; dal canto nostro chiederemo l’accesso agli atti per verificare la procedura amministrativa, rilevata la mancata convocazione del Consorzio Valle Crati, dato che il presente atto è contestabile per il mancato parere dello stesso Consorzio Valle Crati, per l’allaccio alle rete fognaria”.
“Le acque di scarico ospedaliere, dopo un pre-trattamento interno per disinfezione (specialmente per reparti infettivi o nucleari), vengono solitamente convogliate nella rete fognaria municipale e inviate ai depuratori urbani. Se non sarà chiarito questo aspetto verrà avviato il procedimento per il mancato allaccio alla rete fognaria della struttura sanitaria” conclude Granata.
