Dopo la proposta per una ‘new town‘ di Niscemi a Gela, arriva un’altra possibile soluzione: la Mussolinia, borgo tra Caltagirone e il paese Nisseno colpito dalla frana. La propone, con un intervento su La Sicilia, l’ex vice ministro alle Infrastrutture e trasporti del M5s, Giancarlo Cancellieri, affidando al quotidiano “una riflessione, con la speranza di poter contribuire all’individuazione di una soluzione rapida e concreta per i tanti cittadini di Niscemi che in queste ore drammatiche si trovano senza una casa e, soprattutto, senza alcuna certezza per il futuro“.
Per Cancelleri, “vista la complessità nel realizzare interventi nel brevissimo tempo’, si dovrebbe ‘seriamente valutare l’ipotesi di spostare l’abitato in un luogo più sicuro, capace di accogliere i cittadini in maniera stabile e dignitosa”. “Una scelta di questo tipo – ricorda l’ex viceministro – non sarebbe senza precedenti. La storia siciliana ci offre esempi importanti: Grammichele, rifondata dopo il terremoto del 1693 a pochi chilometri dalla distrutta Occhiolà; Noto, trasferita nello stesso anno nell’attuale sito barocco; e, più recentemente, i comuni del Belice ricostruiti ex novo dopo il sisma del 1968“.
“Ebbene, tra Caltagirone e Niscemi – sottolinea Cancelleri – esiste l’antica Mussolinia, oggi borgo di Santo Pietro: un centro non più densamente abitato, ma già dotato di servizi essenziali quali l’ufficio postale, la chiesa e l’acquedotto. Gli immobili risultano in ottime condizioni, realizzati con un’edilizia solida e ben concepita, simile a quella costruita nel dopoguerra a Gela, con finiture di qualità e strutture resistenti. Il progetto urbanistico originario fu avviato ufficialmente con la posa della prima pietra il 12 maggio 19242 ed ha una maglia urbana, caratterizzata da strade radiali su una superficie di circa 400.000 metri quadrati“.
“Da questo sito – ipotizza il viceministro – potrebbe ripartire una nuova urbanizzazione, consentendo di trasferire inizialmente gli sfollati e offrire loro una sistemazione stabile, e non meramente emergenziale. Una soluzione che avrebbe il vantaggio di evitare ulteriore consumo di suolo, di ridurre sensibilmente i costi economici e di garantire, in tempi relativamente brevi, una collocazione sicura e prossima alla città d’origine. Una scelta che potrebbe inoltre incontrare il favore di chi, giustamente, si batte per la tutela dell’ambiente”.
