Nissa e Savoia sono state tirate in ballo sul nuovo caso riguardante l’Igea Virtus, ovvero quello legato al portiere De Falco che – nonostante una squalifica della scorsa stagione – è sceso in campo con la squadra messinese nelle prime cinque giornate di questo campionato, fermandosi poi nelle successive tre. Secondo indiscrezioni rilanciate sul web, siciliani e campani sarebbero le due compagini protagoniste del caso, cioè coloro che si sarebbero mosse per presentare reclamo e avviare le indagini della Procura Federale.
Nessuno però è uscito realmente allo scoperto, al momento. Nessuno ha presentato reclamo. Nessun provvedimento è arrivato all’Igea Virtus. E, quindi, si presuppone che neanche alcun fascicolo sia per ora stato aperto. A tal proposito, chiamate in causa, Nissa e Savoia hanno diffuso un comunicato congiunto per chiarire la propria posizione: si sono interessate dell’argomento, interpellando un Avvocato per prendere informazioni, ma nessun’altra azione successiva ha fatto poi seguito.
La nota ufficiale
“Nelle ultime ore, sono circolate notizie che fanno riferimento a presunte segnalazioni effettuate dalla società Savoia e dalla società Nissa nei confronti della società Igea Virtus. Riteniamo opportuno chiarire preliminarmente che lo sport, e il calcio in particolare, devono prima di tutto insegnare il rispetto delle regole e degli avversari. Nel corso delle nostre rispettive storie sportive, più volte avremmo potuto schierare in campo calciatori squalificati o tesserati in condizioni non ancora regolarizzate; tuttavia, per senso di responsabilità e rispetto delle norme, ciò non è mai avvenuto. Analogamente, non abbiamo mai fatto disputare gare a calciatori che dovevano scontare squalifiche o che erano in attesa delle necessarie liberatorie.
Fatta questa doverosa premessa, proprio in un’ottica di massima legalità e trasparenza, le società Savoia e Nissa hanno congiuntamente conferito mandato allo Studio Legale dell’Avv. Eduardo Chiacchio, tra i principali studi nazionali specializzati in diritto sportivo, esclusivamente al fine di valutare se vi fossero o meno i presupposti per ritenere che eventuali violazioni regolamentari potessero aver determinato un vantaggio competitivo a danno di altre società. Il nostro intervento si è pertanto limitato al conferimento di tale incarico professionale, con l’unico obiettivo di ottenere una valutazione tecnica qualificata.
Qualora fossero state riscontrate irregolarità, sarebbe stato lo stesso professionista incaricato a procedere secondo le modalità previste dalle norme vigenti. Riteniamo altresì opportuno evidenziare che, qualora dovessero emergere irregolarità, queste sarebbero state verosimilmente commesse in buona fede. Tuttavia, a prescindere dalla buona fede, le regole restano tali e devono essere rispettate da tutti, a tutela della correttezza, della trasparenza e della lealtà della competizione sportiva. Ad oggi, non abbiamo ancora ricevuto alcun riscontro definitivo in merito. Ribadiamo infine che il rispetto delle regole rappresenta un valore imprescindibile dello sport e della competizione leale. Le Società”.
