Lo avevano annunciato, lo hanno messo in atto. I lavoratori dei call center in appalto Enel stanno protestando, questa mattina, anche a Reggio Calabria. Lo sciopero, proclamato dalle Segreterie SLC CGIL, FISTEL CISL e UILCOM UIL, è nazionale, e anche sullo Stretto si è deciso di aderire. Nel territorio calabrese, coinvolge direttamente le aziende System House, Datacontact e Netith GPI, aziende i cui dipendenti – quelli impegnati nelle attività di customer care per Enel ed E-Distribuzione – chiedono maggiori diritti, continuità lavorativa e rispetto della territorialità.
L’oggetto dello sciopero è principalmente legato al “tentativo di eludere la clausola sociale prevista dalla legge e dal CCNL delle Telecomunicazioni, attraverso bandi di gara che non garantiscono la salvaguardia occupazionale né la permanenza delle attività sui territori”, così come si legge in una nota diffusa qualche giorno fa. Dunque, come si può vedere dalla fotogallery a corredo dell’articolo (che riguarda i dipendenti di System House), i lavoratori sono scesi in strada, al fianco dei sindacati, per chiedere diritti, rispetto e dignità. In alcuni cartelli, esposti per l’occasione, si legge: “Cara Enel, senza diritti non c’è energia. Rispetta chi ti dà energia. Dignità per i lavoratori”.

