La fine dell’anno è sempre tempo di bilanci e dopo l’ultima partita della stagione, quella giocata al PalaCalafiore nella serata di ieri contro Monopoli, i bilanci sono decisamente positivi in casa Viola. La stagione non era iniziata nel migliore dei modi: 3 sconfitte nelle prime 7, vittorie poco convincenti, la posizione di coach Cadeo in bilico, rumor all’interno dello spogliatoio.
Poi le riflessioni, due switch importanti a stagione in corso con gli addii di Ani e Paulinus, in rotta con il coach, l’arrivo di Marco Laganà e una striscia di vittorie importanti, con in mezzo il solo ko contro Matera rocambolesco, arrivato nei minuti finali, assorbito rapidamente come un incidente di percorso. Oggi la Viola ha vinto 5 delle ultime 6, ha battuto nettamente Ragusa e Monopoli, le due principali candidate alla promozione insieme ai reggini, è seconda nel gruppone alle spalle di Ragusa. E gli indizi affinchè sia il fatidico “anno buono” ci sono tutti.
Il roster costruito sui problemi del passato
L’anno scorso la Viola ha dominato la regular season sciogliendosi tra Play-In e Playoff. Tanti giocatori grintosi, fisici e con voglia di fare bene, in grado di overperfomare tra vittorie ed entusiasmo, poi crollati nelle fasi più calde della stagione, sul lungo periodo, alle prime sconfitte, quando la ruota ha iniziato a non girare più complice qualche infortunio e qualche scelta sbagliata sul mercato.
Fatto il dovuto mea culpa, il GM Vita ha scelto di costruire un roster diverso. Forte del budget messo a disposizione da Myenergy, il dirigente reggino, coadiuvato dal ds Meduri, ha messo insieme un roster talentuoso ed esperto, con tanti giocatori di alta categoria e che hanno già assaggiato categorie superiori, che conoscono i Playoff, in grado di restare lucidi quando la palla scotta, che sanno come si ottiene la promozione.
Marini e Maresca sono una coppia di lunghi complementari: il primo è un centro di alto livello, che aveva ben figurato a Capo d’Orlando, abile sotto canestro ma anche dalla lunga distanza; il secondo è uno stretch four (un’ala grande che tira da 3) abile a punire da 3 punti che, superate le noie fisiche iniziali, sta risultando decisivo in ogni gara.
Laquintana e Laganà permettono un’alternanza nel ruolo di guardia da 30-40+ punti a partita di media, un lusso per la categoria, un incubo per le difese avversarie. Giocatori esperti, leader offensivi delle proprie squadre, tiratori abili e letali. Laganà, inoltre, con un’altezza che lo avvicina più a un’ala piccola, permette di punire con il mismatch fisico avversari più bassi.
Fernandez è il più amato dai tifosi, il capitano, il play che detta la manovra, che ha visto abbassarsi i propri punti segnati in funzione di un gioco più corale che spesso gli permette di mettere giù numeri tali da sfiorare la tripla doppia. Clark è il back up che l’anno scorso è mancato tanto dopo l’infortunio dell’argentino: buon passatore, punti nelle mani, tiro da 3.
E ancora Zampa, l’equilibratore di una squadra a forte trazione offensiva; Agbortabi, il centro atletico in grado di dare respiro ai lunghi; Fiusco, l’arma in più dalla panchina, spesso decisivo con punti ed energia a partita in corso.
Manca un eventuale 10° slot da riempire, magari a ridosso dei Playoff con il colpo “all-in” per puntare alla promozione. Una squadra che, come ha spiegato coach Cadeo, si è allenata ancora poco insieme tra infortuni e cambiamenti a roster e che ha importanti margini di miglioramento.
La solidità di Myenergy
Dalla seconda parte della passata stagione Myenergy ha preso il timone della squadra diventando proprietaria della Viola. Questa è, a tutti gli effetti, la prima stagione con la nuova dirigenza che ha già messo a disposizione un budget importante per costruire una rosa in grado di puntare alla promozione, obiettivo che la proprietà insegue con ambizione, come spiegato da Raffaele Foti nella conferenza stampa di ieri in cui ha chiamato a raccolta i tifosi.
Una dichiarazione che la dice lunga sulla visione della proprietà, arrivata dopo la partita con più pubblico dell’anno, circa 2300-2500 tifosi. Questa deve diventare la base del tifo neroarancio, quella da cui partire per crescere fino ai Playoff. La Domotek ha dimostrato che, con entusiasmo e risultati, ai Playoff si può arrivare anche a raddoppiare questi numeri sfondando quota 4000. La Viola non può essere da meno. E se arrivassero anche i Total Kaos, chiamati da Maresca…
Myenergy ha dato solidità alla società che si sta strutturando, che lavora sul territorio, che sta facendo crescere il settore giovanile e che punta in alto. In caso di promozione, la B Nazionale della Viola non sarà “da salvezza”, come l’ultimo, amaro, ricordo rimasto nella mente dei tifosi con quella retrocessione devastante dopo una stagione orribile. La volontà è quella di costruire una squadra competitiva che permetta ai colori neroarancio di tornare a brillare sui palcoscenici che più le competono. Che il 2026 sia un buon anno. Anzi, l’anno buono per lasciare questa categoria.
