“L’emendamento presentato da Sud Chiama Nord definisce in modo puntuale e trasparente l’utilizzo della parte disponibile del risultato di amministrazione dei parchi archeologici siciliani, distinguendo chiaramente tra le risorse destinate al bilancio regionale e quelle finalizzate a interventi specifici sui territori“. Lo dichiara Cateno De Luca, illustrando i contenuti dell’emendamento approvato nell’ambito della legge di stabilità regionale.
Il primo punto dell’emendamento stabilisce che la parte disponibile del risultato di amministrazione conseguito al 31 dicembre 2025 dai parchi archeologici della Valle dei Templi, di Siracusa, Eloro, Villa del Tellaro e Akrai e di Morgantina e Villa Romana del Casale è versata, per l’esercizio finanziario 2026, su apposito capitolo in entrata del bilancio della Regione, nella rubrica “Beni culturali e identità siciliana”, al fine di incrementare il fondo di solidarietà di cui all’articolo 24 bis della legge regionale 3 novembre 2000, n. 20.
Il secondo punto riguarda invece il Parco archeologico di Naxos e Taormina e prevede che la parte disponibile del risultato di amministrazione conseguito al 31 dicembre 2025 sia utilizzata per euro 11 milioni per la realizzazione del progetto di restauro e rifunzionalizzazione del Castello Paladino presso Giardini Naxos. La restante parte, circa 18 milioni, è destinata per il cinquanta per cento alle medesime finalità e con le modalità previste per gli altri parchi e per il cinquanta per cento alle spese necessarie alla redazione di progetti relativi al sistema portuale turistico di Giardini Naxos e all’interconnessione intermodale stradale e ferroviaria con Taormina e con i comuni limitrofi, comprese le relative autorizzazioni.
L’emendamento prevede inoltre che, entro novanta giorni dalla pubblicazione della legge, venga approvato lo schema di accordo tra le amministrazioni coinvolte per la definizione e l’attuazione degli interventi programmati.
“Si tratta di una disciplina – spiega De Luca -, chiara e circoscritta che mette finalmente ordine nella destinazione delle risorse dei parchi archeologici, superando ambiguità e sovrapposizioni. Nel caso di Naxos-Taormina parliamo di interventi concreti e mirati, che legano tutela del patrimonio, valorizzazione culturale e sviluppo del territorio, con particolare attenzione alla riqualificazione di siti storici e al miglioramento delle connessioni e dei servizi. È un’impostazione che rispetta pienamente le norme e le finalità pubbliche dei parchi, ma che allo stesso tempo riconosce il ruolo strategico dei territori che li ospitano e li rendono vivi ogni giorno“.
