Il Tribunale di Reggio Calabria, sezione G.I.P./G.U.P. con sentenza del 17/12/2025, si è pronunciato nei confronti di un soggetto, accusato di aver posto in essere condotte maltrattanti, sia fisiche che psicologiche, ai danni della moglie e dei figli per un arco temporale di circa trentacinque anni, con le contestate aggravanti dell’ubriachezza abituale e dall’esser stati i fatti commessi anche in presenza dei figli anche quando erano minorenni.
Nel corso del procedimento, la strategia processuale delineata dall’Avv. Marco Ielo, difensore di fiducia dell’imputato, ha puntato a una ricostruzione rigorosa delle condizioni psichiche dell’imputato. In particolare, la difesa ha richiesto, in via subordinata, l’esclusione dell’aggravante dello stato di ubriachezza abituale e il riconoscimento, invece, della diminuente del vizio parziale di mente (art. 89 c.p.) anche argomentando sulla possibile presenza di una situazione da cronica intossicazione e di disturbi della personalità. Tale istanza si è fondata sugli esiti della consulenza tecnica d’ufficio (CTU) espletata in sede di incidente probatorio durante la fase delle indagini preliminari, volta ad accertare la capacità di intendere e di volere dell’uomo.
Il Giudice, nel dispositivo letto in udienza, ha escluso l’aggravante dell’ubriachezza (art. 94 c.p.) e ha ritenuto la circostanza aggravante del reato commesso in presenza di minori (art. 61 n. 11-quinquies c.p.) equivalente alla diminuente del vizio parziale di mente. Oltre alla pena detentiva, l’imputato è stato condannato all’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni e al risarcimento dei danni e delle spese legali in favore della costituita parte civile. Si tratta di una condanna all’esito di procedimento svolto con le forme del giudizio abbreviato.
