Quando si parla di salute degli occhi, il punto di riferimento principale dei reggini, fin dagli anni 70, è Ottica Roschetti. Un centro di eccellenza storico, fondato da Antonino Roschetti in via Zecca, alla discesa del tapis roulant in zona Corso Garibaldi, specializzato in optometria, lenti biometriche, ipovisione, diplopia, cheratocono, pachimetria, topografia, contattologia ed esame funzionale della vista.
Una tradizione di famiglia che ha curato e accompagnato intere generazioni di reggini e che adesso prosegue con la figlia Paola Roschetti, dottoressa specializzata in Optometria Scienze della visione presso il Politecnico Biosanitario Alexander Fleming di Roma, così come il marito Domenico Morabito, che affianca al lavoro giornaliero in sede anche l’insegnamento presso il Polo Tecnico Professionale Righi-Boccioni-Fermi, indirizzo ottico.

Grazie alle competenze professionali sviluppate negli anni, e con l’ausilio di macchinari di ultima generazione, da Ottica Roschetti è possibile esaminare la salute degli occhi dei pazienti a 360°, con test innovativi per il territorio reggino come la sequenza di Haase, effettuare training adottati dai campioni dello sport mondiale e correggere anche i più gravi difetti cromatici grazie a lenti innovative.
Nel video sottostante una dimostrazione pratica, con l’ausilio di una paziente, delle pratiche in questione spiegate dalla dott.ssa Roschetti e dal dott. Morabito e viste dal ‘punto di vista’ del paziente in cui potersi immedesimare.
Che cos’è la sequenza di Haase?
La sequenza di Haase è una procedura utilizzata in optometria per determinare la correzione prismatica indotta o necessaria, valutando la foria (tendenza degli occhi a deviare) e la compensazione prismatica più adeguata. È principalmente usata per: stabilire quanto prismo inserire nelle lenti; valutare l’equilibrio binoculare; capire se una persona necessita di lenti prismatiche e di quale valore.
La sequenza di Haase viene applicata quando: è presente eteroforia scompensata (ad es. exoforia o esoforia); ci sono sintomi come affaticamento visivo, diplopia intermittente, mal di testa, scarsa performance nella lettura; si devono stabilire valori minimi efficaci di prismo secondo criteri di percezione soggettiva e binocularità stabile. L’obiettivo è trovare il prismo più utile e tollerabile, evitando sovracorrezioni.
La Corda di Brock, il training di Aryna Sabalenka
La Corda di Brock è uno strumento, tanto semplice quanto efficace, usato nella terapia visiva e non solo. Di recente è diventata virale grazie a un video di Aryna Sabalenka, n°1 del tennis WTA e 4 volte campionessa Slam che l’ha usata durante i propri allenamenti.
Si tratta di una corda su cui sono infilate diverse palline colorate. Ogni pallina ha un forellino al centro che permette di guardarla mentre la corda è tenuta tesa tra le mani. Serve ad allenare gli occhi a lavorare insieme e a migliorare: la convergenza (portare gli occhi verso l’interno per guardare da vicino); la fusione (unire le due immagini in una sola); la consapevolezza della posizione dello sguardo nello spazio.
È molto usata nelle terapie visive per: insufficienza di convergenza; difficoltà di mantenere la fusione; problemi di coordinazione occhio-mano; soppressione (quando uno dei due occhi “si spegne” inconsciamente).
Quando il paziente guarda una pallina sulla corda:
- se entrambi gli occhi sono allineati e convergono correttamente, vede una X sulla pallina:
le due corde virtuali si incrociano proprio lì
- se vede una Y: un occhio non sta convergendo bene
- se vede 2 palline: non c’è fusione
- se vede una sola corda: un occhio viene soppresso
Muovendo le palline più vicino o più lontano si allena la convergenza in diverse posizioni.
Difetti cromatici e lenti contro il daltonismo
Circa il 5% di italiani soffre di daltonismo, ovvero, ha difficoltà a distinguere i colori, soprattutto i contrasto rosso-verde (protanopia e deuteranopia). Da Ottica Roschetti, grazie a filtri innovativi per occhiali, è stato possibile risolvere anche casi di daltonismo grave (con il filtro rosso) e anche quelli che semplicemente creano fastidi nella vita quotidiana. La consapevolezza del problema si acquisisce attraverso dei test con le tavole di Ishihara, si individua la gravità e successivamente si realizza l’occhiale risolutivo.
