Figlio di un Sindaco storico, la cui Aula del Consiglio Comunale porta il nome. Figura esperta, da sempre nel PD, equilibrato, democratico, diplomatico, Mimmetto Battaglia è vice Sindaco da oltre una settimana e si appresta a sostituire Falcomatà, che prima di fine anno decadrà. Come facente funzioni, guiderà Reggio Calabria fino alla prossima Primavera. Lo farà con grande senso del dovere e delle istituzioni, con responsabilità e anche con entusiasmo, ma non di certo quell’entusiasmo spropositato di un giovane sbarbatello. Sa infatti, Mimmetto Battaglia, che il suo ruolo arriva al termine di settimane calde e convulse, dove si è arrivati anche a un passo dal baratro.
Rispetterà i ruoli, fino alla decadenza del Sindaco, e questo ci tiene più volte a ribadirlo nel corso della chiacchierata con StrettoWeb.
Non era ancora un “esordio” vero e proprio, in quanto Falcomatà è ancora in carica, però sabato a “guidare” il Consiglio c’era lei e come prima seduta non è stata proprio delle più tranquille, per via del caldissimo tema delle Circoscrizioni.
“Le circoscrizioni sono un punto all’ordine del giorno e l’emendamento Cannizzaro ha accelerato un percorso già previsto nelle linee programmatiche di Falcomatà del 2020. Poi c’è un’attesa della Prefettura che intendiamo onorare e un dibattito sviluppato in Commissione, motivo per cui non si può andare in Consiglio senza il relativo parere della Commissione. Serve prudenza perché non possiamo alterare gli equilibri di bilancio, almeno in una prima fase: immaginiamo quindi una partenza più soft, magari guardando anche alla prossima consiliatura. Oggi non è possibile pensare a cinque nuovi municipi con gestione autonoma, ma le circoscrizioni ci saranno. L’iter riparte in Commissione e il meccanismo si è rimesso in moto”.
E l’emozione a sedersi lì sabato?
“Sono entrato in Giunta in punta di piedi, nel rispetto dei ruoli e delle funzioni di ciascuno. Indipendentemente dalla posizione che si ricopre, bisogna essere utili alla squadra. Ringrazio Brunetti: sono stato un punto di caduta in una situazione complessa. Le sfide mi piacciono, ma c’è anche una forte componente emotiva legata alla figura di mio padre e all’intitolazione dell’Aula. Il tempo non sarà molto, ma con sobrietà e impegno cercheremo di centrare gli obiettivi per arrivare al voto nelle migliori condizioni possibili. Sarò disponibile a lavorare senza sosta”.
In Commissione la settimana scorsa la Maggioranza è rimasta sotto, sabato in Consiglio c’era ancora qualche assente. La crisi, nonostante i cambi in Giunta, è davvero risolta?
“La situazione è in evoluzione. Sabato le presenze in Consiglio erano maggiori, oggi la partita è ancora aperta ma ci si sta muovendo verso un incontro tra le parti. C’è ancora da completare la Giunta e questo riguarderà soprattutto la funzione che assumerò dal 29. Tra le festività e il resto, alcune scelte saranno rimesse a me. Il dialogo con il PD e con il Sindaco è costante e molte situazioni si sono già ricomposte o sono in via di definizione. È lo stesso partito e non si può continuare con le polemiche. Il cambio del vicesindaco e le dimissioni di Caracciolo hanno reso la trattativa più agevole”.
I nomi in campo? Si è parlato di Bonforte al posto di Caracciolo…
“L’individuazione del sostituto spetta al PD, io sono parte del confronto. I nomi circolati sono diversi, ma il dialogo con il segretario provinciale e con il partito è aperto. Io sono sempre stato nel PD, sia quando ho vinto sia quando ho perso: la coerenza resta il punto di partenza per ritrovarsi”.
Quando avverrà la decadenza ufficiale di Falcomatà?
“Dal 29 dovrei assumere io la funzione. La decadenza contestata il 13 dicembre deve considerare i giorni di notifica e i dieci giorni successivi, quindi si dovrebbe arrivare al 28. In questi giorni mantengo il massimo rispetto dei ruoli: c’è il Sindaco in carica e io sono il vice, non prendo iniziative autonome pur restando disponibile al confronto. Dal 29 poi sarà diverso, perché assumerò le decisioni. Sarebbe importante aumentare in futuro l’affluenza al voto e riavvicinare le istituzioni alla città: serve remare tutti nella stessa direzione e io ci metterò la pazienza”.
E da lì a cosa si penserà come prima urgenza? Quali sono le priorità?
“La scadenza principale è giugno 2026 per il PNRR, ma le questioni aperte sono molte. Alla ripresa ci confronteremo con la Regione e con le altre istituzioni, senza dimenticare il decreto Reggio”.
E i fondi PNRR da restituire?
“La posizione è ancora aperta. Il definanziamento dei PINQUA non riguarda l’intero finanziamento e i ritardi sono ascrivibili anche a come i PINQUA sono stati pensati. In fase di attuazione ci siamo trovati di fronte a consorzi che hanno smentito se stessi. Chiederemo con forza al Ministero delle Infrastrutture di rivedere questa decisione. A nostro avviso ci sono cantieri aperti nelle schede poste a rischio. Se c’è un cantiere aperto e si chiede un definanziamento, bisogna fermarsi e parlarne. Nessuno vorrà perdere il lavoro fatto e in questo senso si apriranno tavoli di confronto”.
Per forza di cose, si penserà anche alla scelta del prossimo candidato e alla campagna elettorale. Un vortice di situazioni contratte in pochi mesi…
“Io intanto non chiederò ipoteche personali. Il centrosinistra aprirà un tavolo in tempi rapidi. Si potrà valutare l’ipotesi delle primarie, come già accaduto nel 2014, ma in condizione diverse, perché all’epoca il Comune era commissariato e invece oggi c’è un Sindaco in carica. Le primarie significano rimettere la scelta al corpo elettorale, ma esiste anche l’opzione di una candidatura condivisa. Non è una decisione semplice: immaginare uno scenario senza una guida definita non è facile. In passato le primarie si sono svolte in un contesto favorevole e hanno garantito continuità anche a livello regionale e nazionale. Quel laboratorio politico nato a Reggio è ancora in piedi, ma oggi il secondo mandato Falcomatà è concluso e bisogna capire quale direzione prendere. Dopo le feste sarà necessario decidere”.
