In Consiglio comunale a Messina si sta discutendo del disagio minorile nel territorio cittadino, sulle strategie di contrasto alla dispersione scolastica, sugli interventi contro ludopatia, prostituzione minorile e tossicodipendenze tra minori, sul Potenziamento dei servizi sociali e dei presidi educativi territoriali e sul Coordinamento con scuole, terzo settore, ASP, Prefettura e forze dell’Ordine. Sugli stessi temi, qualche giorno fa, in commissione, è successo di tutto con Padre Nino Basile e l’ex garante Costantino che hanno lasciato l’aula per protesta contro un’intervento del consigliere comunale Giuseppe Trischitta.
“Sono cattolico praticante ma ho una posizione obiettiva”
“Ho proposto, in commissione, soprattutto da cattolico praticante, la mia soluzione in merito al disagio giovanile, dichiarando testualmente: ‘io sono cattolico praticante però ho una posizione obiettiva, tante cose si potrebbero fare con i beni della Chiesa, con tutti gli immobili di cui ha la disponibilità l’Arcivescovado anche voi fare la vostra parte, non solo con i soldi della caritas che arrivano dai contribuenti italiani (8xmille), ma anche a volte vendere dei beni che non servono a niente e destinarli a progetti utili. Non è possibile che si dica voi non fate (rivolgendosi ai componenti della commissione) quando voi avete decine e decine di immobili’. Pertanto, ho risposto a ciò che Padre Basile aveva chiesto e contestato ai componenti della Commissione e ho prospettato la mia soluzione che non è piaciuta all’ospite“, conclude Trischitta.
“Non mi dimetto”
“A causa di un mio semplice intervento, in cui ho espresso una mia opinione sono stato oggetto di insulti, minacce e fotomontaggi vari che mi hanno comportato problemi con il mio lavoro ma ho deciso di non dimettermi, è una gratificazione essere presidente della commissione Ponte sullo Stretto”, evidenzia Trischitta.

