La Pro Loco Reggio Sud celebra la Storia: il fascino bizantino di San Niceto tra musica e poesia vernacolare

L’evento, che rientra nelle attività del bando comunale dedicato al l’animazione delle periferie, si è svolto a Pellaro, presso il Salone del Centro Civico

“Anche quest’anno la Pro-loco Reggio Sud, capitanata dalla gentile, brava e solerte Concetta Romeo, sta proponendo, – per commemorare il Santo Natale – un ricchissimo cartellone di eventi iniziato il giorno cinque di dicembre. In seno al programma albergano eventi di ogni genere: culturale, artistico, teatrale, musicale, spettacoli di danza, eventi sociali e notte bianca; quest’ultima è in programma per il giorno venti”. Così in una nota Salvatore Suraci (Naturopata; Marketing & PR Manager; Membro Fondazione Mediterranea Rhegion) sull’evento della Pro Loco Reggio Sud.

“L’evento che rientra nelle attività del bando comunale dedicato al l’animazione delle periferie, si è svolto a Pellaro presso il Salone del Centro Civico Lunedì sera. Manifestazione denominata: “Aspettando il Natale…cultura, arte, tradizioni e sapori” giunta alla decima edizione, che quest’anno per la seconda volta rientra nel progetto “Natale Insieme” in collaborazione con altre sette associazioni del territorio pellarese, è stato coinvolgente sotto il profilo “storico-umanistico”. Per la disquisizione è stato chiamato il prof. Saverio Verduci: l’oggetto della di lui analisi è stata la fortezza bizantina di San Niceto – ricadente nel territorio di Motta San Giovanni- che ha rappresentato il cuore della narrazione. Il naturopata Salvatore Suraci, membro attivo della Fondazione Mediterranea Rhegion, ha animato la disamina dello studioso ponendo precise domande su tutta una serie di questioni, affinché il pubblico attento e presente potesse comprendere ancor di più la bellezza architettonica che, a secoli dalla sua costruzione, tuttora è ben conservata”.

“Il prof. Verduci, con molto rigore e stile illustrativo-educativo, ha raccontato la storia della fortezza di San Niceto. Raccontare la storia dell’antica fortezza significava dare voce a quelle pietre le quali, per secoli, sono rimaste mute. Il relatore, con il suo racconto, ha svegliato anime non dormienti: quelle pietre hanno vegliato per secoli, con i merli oramai consunti dalle piogge, dal soffio continuo dei venti e dalle dolci brezze. Lo studioso ha narrato la storia del “castrum” come se stesse celebrando un rito; egli, magistralmente, ha rivelato senza profanare, raccontandoci la vita dei soldati e degli uomini illustri che hanno camminato e vissuto al suo interno”.

“Il parterre è stato arricchito da un gruppo di poeti vernacolari, tra i quali Claudia Pugliese, proveniente da Montebello Ionico, Nicola Oriente, concittadino pellarese nonché presidente dell’associazione “Amici dell’anziano” di Pellaro, e Franco Lucido di Lazzaro. I poeti vernacolari suscitano in noi emozioni profonde. Nelle loro opere alberga un’antica spiritualità che sa di antico e di ruvido; è vera come le mani dei contadini e le pietre dei vicoli. Proprio per questo motivo toccano il sacro: non vengono esibite sull’altare, ma sempre attorno al focolare. Il vernacolo non rappresenta affatto una lingua minore: è la lingua del sangue, sorta molto prima che la polis, la scuola e la grammatica entrassero in classe; essa è stata usata per dare più enfasi nel chiamare la madre, nel piangere un morto o nell’invocare la pioggia come elemento purificante e catartico”.

“Gli intermezzi musicali sono stati guidati dal Maestro Alessandro Calcaramo e dalla vibrante cantante dalla voce stentorea Caterina Verduci, direttrice della scuola di canto e “Arti Sceniche” di Pellaro. L’egregio chitarrista e maestro d’arte – reduce insieme alla sua band “Corde Libere” da una recente performance tenutasi al Parlamento Europeo – insieme alla strepitosa artista pellarese hanno allietato la serata con un blend di canzoni. Spaziando dai cieli della plumbea Inghilterra fino al soleggiato Mediterraneo, e richiamando alla memoria collettiva anche la città andalusa di Siviglia, hanno toccato le corde già vibranti dell’io collettivo del pubblico, già richiamato a un coinvolgimento spirituale dalle poesie vernacolari”.

“La disamina del prof. Verduci e la storia di quelle torri della fortezza bizantina non rappresentano solo strategia militare: esse pregano, e noi da quelle pietre traiamo nutrimento spirituale. Sono mura che ci proteggono, portoni che si chiudono, delusioni che inesorabilmente rivelano le nostre fragilità. Narrando la storia della fortezza, egli ha genuinamente sottolineato lo spirito universale della narrazione: San Niceto non rappresenta solo un antico “castrum” bizantino; essa è liturgia in pietra, un inedito salmo non ancora letto ma scolpito dal tempo. Non è ricordo, ma invocazione alla bellezza conservata nei secoli: è resilienza dell’essere umano nell’unire la terra al divino”.

“Presenti in sala anche i presidenti delle Associazioni che fanno parte del progetto “Natale Insieme” una bella esperienza di partenariato fra la Pro Loco e La Piccola Compagnia del Teatro di Pellaro, Associazione Amici dell’Anziano di Pellaro, Associazione Amici del Musical, Gruppo Folk I Peddaroti, Zefiro APS , AVIS Pellaro, Borgo Nocille”.

“Quest’anno come secondo anno di esperienza assieme, siamo molto soddisfatti per esserci riusciti a riunire i commercianti di Pellaro che hanno contribuito anche loro al progetto della istallazione delle Luminarie, per ravvivare il territorio con l’atmosfera natalizia che le luci delle” Stelle comete” danno in tutto il territorio. Oltre ad aver illuminato il centro di Pellaro si è installato anche una luminaria davanti a tutte le chiese parrocchiali da Bocale a San Gregorio”.

locandina natale insieme