Non ci voleva poi tanto a capire che Mohammad Hannoun fosse collegato ad Hamas. Lui non ne ha mai fatto mistero con frasi che giustificavano le esecuzioni pubbliche durante la tregua “chi uccide va ucciso. Perchè piangere per questi criminali?” che gli erano già costate un anno di allontanamento da Milano. Ma in quanto ProPal, dunque dalla parte dei ‘buoni’, dei famosi ‘bambini’ sempre in bocca alla sinistra italiana, non poteva che essere un martire, perseguitato dalla destra. Giusto? No. Mohammad Hannoun è accusato di finanziare Hamas, organizzazione terroristica che il 7 ottobre 2023 ha stuprato, sgozzato, ucciso a sangue freddo e rapito degli innocenti in Israele scatenando la risposta israeliana su Gaza.
Finanziamenti venuti alla luce grazie a un’operazione della Polizia di Stato che ha scoperto un giro da 7 milioni di euro raccolti attraverso 3 associazioni di beneficenza e che ha portato a 9 arresti. Le donazioni destinate alla popolazione di Gaza erano, invece, dirottate ai terroristi che affamano, uccidono e non esitano a utilizzare come scudi umani le stesse persone che i ProPal fanno finta (perchè di questo si parla, tra soldi che non arrivano, flottiglie social e violenze di piazza) di difendere. Hannoun stava per andare definitivamente in Turchia, per trasferire lì le sue attività di finanziamento all’organizzazione terroristica.
L’operazione della Polizia e l’arresto di Hannoun
I poliziotti della Digos di Genova (in raccordo con la Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione), il Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza di Genova e il Nucleo Speciale della Polizia Valutaria della Guardia di Finanza hanno dato esecuzione ad una ordinanza di applicazione di misure cautelari nei confronti di nove indagati destinatari tutti della custodia in carcere e tre associazioni, emessa dal Gip presso il Tribunale di Genova, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo di Genova.
I provvedimenti cautelari sono stati emessi nell’ambito un’indagine avviata e coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo di Genova a seguito di impulso della Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo. Partita dall’analisi di segnalazioni di operazioni finanziarie sospette, si è sviluppata grazie a scambi informativi con altri uffici inquirenti italiani, nonché con le Autorità dei Paesi Bassi e di altri Paesi della U.E..
Gli indagati sono accusati, nell’attuale fase delle indagini preliminari, di fare parte e di avere finanziato l’associazione Hamas e attività terroristiche per mezzo di varie associazioni, tra cui: Associazione benefica di solidarietà col popolo palestinese – a.b.s.p.p., con sede a Genova; a.b.s.p.p. o.d.v. (associazione benefica di solidarietà con il popolo palestinese – organizzazione di volontariato) con sede a Genova, di cui è legale rappresentante Hannoun Mohammad Mahmoud Ahmad; associazione benefica la cupola d’oro, con sede a Milano, di cui è legale rappresentante Abu Deiah Khalil.
Agli indagati vengono addebitate operazioni di finanziamento, che si ritiene abbiano contribuito alle attività delittuose dell’organizzazione terroristica, per un ammontare complessivo di circa sette milioni di euro, effettuate anche mediante operazioni di triangolazione attraverso bonifici bancari o con altre modalità per il tramite di associazioni con sede all’estero, in favore di associazioni con sede a Gaza, nei territori Palestinesi o in Israele, dichiarate illegali dallo Stato di Israele, perché appartenenti, controllate o comunque collegate ad Hamas, direttamente a favore di esponenti di Hamas (in particolare, ad Osama Alisawi, già Ministro del Governo di fatto di Hamas a Gaza, che, specificamente, in varie circostanze, sollecitava tale supporto finanziario).
Tale supporto ha riguardato anche il sostentamento dei familiari di persone coinvolte in attentati terroristici ai danni di civili o dei parenti di detenuti per reati con finalità di terrorismo, sostentamento che ha rafforzato l’intento di un numero indeterminato di componenti di Hamas di aderire alla strategia terroristica e al programma criminoso dell’organizzazione, anche compiendo attentati terroristici suicidi.
Tra gli indagati nell’ambito dell’operazione di Polizia di Stato e Guardia di Finanza, che ha scoperchiato un sistema di finanziamento all’associazione terroristica di Hamas, c’è anche Hannoun Mohammad Mahmoud Ahmad, membro del comparto estero dell’organizzazione terroristica Hamas, componente del board of directors della European Palestinians Conference, vertice della cellula italiana dell’organizzazione, amministratore di associazioni costituite al fine di proseguire l’attività di finanziamento di attività terroristiche.
Secondo le risultanze investigative, componente di vertice della organizzazione terroristica Hamas, avrebbe destinato, nella raccolta di fondi indicata come avente fini umanitari per la popolazione palestinese, una parte rilevante (più del 71%) al finanziamento diretto di Hamas o di associazioni ad essa collegate o da essa controllate e di altre articolazioni dell’organizzazione terroristica, concorrendo a versare, direttamente o indirettamente, all’organizzazione terroristica, a partire dal 18 ottobre 2001 e fino a oggi, ma soprattutto a seguito degli eventi del 7 ottobre 2023, ingenti somme di denaro, pari a 7.288.248,15 euro, sottraendo tali fondi alle finalità dichiarate e alle reali necessità della popolazione civile di Gaza.
Non solo. Dawoud Ra’Ed Hussny Mousa, membro del comparto estero dell’organizzazione terroristica Hamas, referente con Hannoun della cellula italiana, nonchè Al Salahat Raed, membro del comparto estero dell’organizzazione terroristica e, dal maggio 2023, componente del board of directors della European Palestinians Conference, al cui interno opera in stretto contatto con Majed Al Zeer; Al Salahat Raed è componente della cellula italiana di Hamas; Elasaly Yaser, membro del comparto estero dell’organizzazione terroristica Hamas, componente della cellula italiana, responsabile con Dawoud Ra’Ed Hussny Mousa della filiale milanese di A.B.S.P.P., Albustanji Riyad Abdelrahim Jaber, quale membro del comparto estero dell’organizzazione terroristica Hamas, componente della cellula italiana, Osama Alisawi, membro di Hamas di cui è stato Ministro dei Trasporti del Governo di fatto a Gaza, Presidente del Blocco Islamico dell’Unione degli Ingegneri, membro del Consiglio dell’Unione degli Ingegneri, cofondatore nel 1994 della A.B.S.P.P., delegato ad operare, dal 2001 al 2009, sui conti correnti dell’associazione n. 8542 e 9300 sono accusati di aver condiviso con Mohamed Hannoun le decisioni riguardanti le iniziative da adottare, anche volte a costituire l’Associazione Benefica La Cupola d’Oro, nonché l’Associazione Benefica La Palma, al fine di proseguire l’attività di supporto finanziario all’associazione terroristica Hamas. Tali attività, si è accertato, sono state svolte a Genova e altre località in territorio italiano e estero, con permanenza ancora attuale.
Altri tre indagati, Abu Rawwa Adel Ibrahim Salameh, Abu Deiah Khalil, Abdu Saleh Mohammed Ismail sono accusati di concorso esterno dell’associazione con finalità di terrorismo Hamas. Pur non facendone parte, questi sono infatti accusati di aver finanziato l’associazione terroristica, assicurando con continuità un concreto supporto finanziario, operando anche per mezzo delle associazioni oggetto del provvedimento. A questi si attribuisce di avere raccolto e inviato finanziamenti ad esponenti di Hamas, di avere inviato anche mediante operazioni di triangolazione con associazioni con sede all’estero, a varie associazioni, anche tramite bonifici bancari, somme di denaro, tra l’altro provvedendo al sostentamento dei famigliari di persone coinvolte in attentati terroristici o di detenuti per reati con finalità di terrorismo. L’indagine ha permesso di accertare che Hamas si è dotata di un comparto estero e di articolazioni periferiche che operano con lo specifico scopo di promuovere l’immagine dell’organizzazione e, soprattutto, di contribuire al suo finanziamento, che è condizione essenziale perché essa possa esistere, svilupparsi e cercare di raggiungere i propri scopi.
Nel 1991 segnalata la presenza di una cellula di Hamas a Genova
Già nel 1991 era stata segnalata la presenza, presso il Centro Islamico Genovese, di una cellula di Hamas che sarebbe stata coordinata dal giordano-palestinese Mohammad Hannoun. È quanto si legge nell’ordinanza del gip Silvia Carpanini relativa all’operazione di Polizia e Guardia di Finanza. Dieci anni più tardi, nel 2001, venne eseguita una perquisizione locale a carico dello stesso Hannoun, nel corso della quale erano stati sequestrati documenti del gruppo terroristico che l’indagato aveva dichiarato di aver trovato proprio all’interno dei locali del Centro Islamico Genovese.
Nel contempo Hannoun aveva iniziato a organizzare congressi in cui venivano invitate personalità di spicco del mondo islamico i cui interventi esaltavano la strategia del terrore. Gli elementi di prova acquisiti nelle ultime indagini hanno permesso di consolidare e arricchire il quadro indiziario già emerso, rafforzando l’ipotesi dell’esistenza, in Italia, di una cellula dell’organizzazione terroristica Hamas impegnata da anni, oltre che nell’organizzazione di manifestazioni di sostegno alla causa palestinese, nella raccolta di fondi destinati in tutto o in parte all’organizzazione terroristica.
Piantedosi: “dietro iniziative a favore di Gaza si finanziavano terroristi”
Il Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha dichiarato: “è un’operazione molto importante e significativa quella portata a termine stamattina dalla Polizia di Stato e dalla Guardia di Finanza con l’arresto di nove persone, tra cui il più noto Mohammad Hannoun. Pur con la doverosa presunzione di innocenza che va sempre riconosciuta in questa fase, è stato squarciato il velo su comportamenti e attività che, dietro il paravento di iniziative a favore delle popolazioni palestinesi, celavano il sostegno e la partecipazione a organizzazioni con vere e proprie finalità terroristiche di matrice islamista. Un pericolo rispetto al quale c’è la massima attenzione da parte del nostro Governo. Grazie alla professionalità dei poliziotti della Direzione centrale della polizia di prevenzione, la nostra “antiterrorismo“, e dei nuclei specialistici della Guardia di Finanza si sono potuti ricostruire contatti e flussi finanziari su scala internazionale: l’ennesima dimostrazione delle competenze e capacità investigative delle nostre forze di polizia che si confermano tra le migliori al mondo.
Sono grato al Capo della polizia, al Procuratore nazionale anti terrorismo e ai magistrati della Direzione Distrettuale di Genova per come hanno coordinato tali professionalità, contribuendo allo sviluppo di una indagine di straordinaria importanza. Questo risultato ci incoraggia nell’opera di ulteriore rafforzamento delle nostre Forze dell’ordine che stiamo portando avanti da tre anni e che continueremo finché ci verrà affidata la responsabilità di Governo“.
