Giuseppe Falcomatà è decaduto. Anzi no. Cioè, non è più Sindaco, ma è ancora Sindaco. Non vi stiamo prendendo in giro, anche se ci sarebbe da ridere. Peccato, però, che la questione sia seria. Oggi in Consiglio Comunale, infatti, è stata votata la sua decadenza. In teoria sarebbe l’ultimo step. Per essere precisi, sarebbe dovuto essere l’ultimo step. Perché non è totalmente così. In Consiglio è stata sancita la chiusura della sua era, ma questa non è ancora esecutiva. E non lo è per un errore di calcolo. Ciò significa che Falcomatà è ancora ufficiosamente Sindaco, e lo sarà anche nei primi giorni del nuovo anno.
Sono i motivi per cui, questa mattina, la seduta è inizia con notevole ritardo. Prevista per le ore 9, non è iniziata intorno alle 11, così come avviene di solito, bensì alle ore 12.30. Praticamente tre ore e mezza dopo. Questo perché è stata coinvolta la Prefettura relativamente alla decadenza del Sindaco, che doveva avvenire dieci giorni dopo la pubblicazione della delibera susseguente alla decisione dello stesso Falcomatà, il quale avrebbe dovuto scegliere tra le due cariche. Sindaco che è stato formalmente diffidato a optare – tra le due cariche – dal Consiglio Comunale del 13 dicembre, quello che ha votato il penultimo step riguardante la decadenza. Dopo quel Consiglio, sarebbero dovuti trascorrere appunto dieci giorni dalla pubblicazione della delibera. Fin qui, tutto corretto. Peccato che i dieci giorni si concludevano ieri, 28 dicembre. Con il Consiglio di oggi, dunque, tutto a posto, direte voi? E invece no. Perché il Consiglio è stato convocato, in prima seduta, per sabato 27 dicembre. Ed è quella la data che conta. Ma al 27 ancora i dieci giorni non erano trascorsi.
Un errore da imputare – ed è un paradosso – al PD, proprio a quel PD che non vede l’ora di “disfarsi” di Falcomatà, dopo le tensioni di questi mesi. La responsabilità è tutta del Presidente Marra, il quale ha comunque voluto convocare il Consiglio che oggi – perlomeno sul tema decadenza – poteva anche essere evitato. Il primo punto all’ordine del giorno, in ogni caso, ha approvato la decadenza di Falcomatà, che è ufficiale ma non immediatamente esecutiva, proprio per il problema di cui sopra. Per questo è stato chiesto un parere in Prefettura, questa mattina, e per questo lo stesso ente ha confermato che la decadenza – seppur votata – non è ancora esecutiva.
Va precisato, tuttavia, che non cambia nulla per quelle che possono essere le sorti della città. Qualche giorno in più, o qualche giorno in meno, non fanno differenza. Anche perché Falcomatà ormai sta già pienamente delegando il vice Mimmetto Battaglia. Quest’ultimo ha già preso il posto del primo cittadino nell’ultimo Consiglio Comunale e lo stesso ha fatto oggi. Tradotto: Falcomatà, per questa “proroga” forzata, non c’entra nulla. L’errore è del PD. Sta di fatto che adesso l’esecutività della decadenza slitta ancora. Si attende la pubblicazione della delibera (forse domani?) e da lì trascorreranno dieci giorni.
