Il Teatro Massimo Bellini rinnova il tradizionale appuntamento con il Concerto di Capodanno, in programma giovedì 1° gennaio alle ore 19, confermandosi luogo simbolico di incontro, festa e aggregazione. Un evento atteso dal pubblico e andato tutto esaurito poche ore, profondamente legato all’identità del Teatro, che apre il nuovo anno nel segno della grande tradizione dell’Austria felix.
Protagonisti assoluti saranno l’Orchestra e il Coro del Teatro Massimo Bellini, guidati dalla bacchetta di Andrea Sanguineti, direttore di solida esperienza e raffinata sensibilità stilistica, capace di restituire con equilibrio e brillantezza il carattere scintillante di questo repertorio. Accanto a lui, un cast vocale di straordinario prestigio: il soprano Donata D’Annunzio Lombardi, interprete di grande versatilità e luminosità timbrica, e il tenore Alessandro Scotto di Luzio, artista elegante e comunicativo, particolarmente apprezzato per la qualità del fraseggio. La preparazione del Coro del Teatro Massimo Bellini è affidata al maestro Luigi Petrozziello, garanzia di compattezza sonora e partecipazione teatrale.
Com’è consuetudine, il Concerto di Capodanno sarà trasmesso in diretta sull’emittente Telecolor.
Continua intanto con vivo successo la campagna abbonamenti alla Stagione di Opere e Balletti 2026, che presenta sette titoli del grande repertorio: i melodrammi Aida di Verdi, I Puritani di Bellini, Andrea Chénier di Giordano, Carmen di Bizet, l’operetta La vedova allegra di Lehár, e due appuntamenti con la danza, il contemporaneo Sogno di una notte di mezz’estate su musiche di Mendelssohn e Saint-Saëns e il classico La bella addormentata di Čajkovskij.
Ma torniamo al Concerto di Capodanno. Il programma, luminoso e coinvolgente, rende omaggio alla tradizione dell’operetta mitteleuropea, con pagine celebri di Johann Strauss jr., Franz Lehár ed Emmerich Kálmán, autori capaci di unire leggerezza, malinconia e vitalità danzante in un linguaggio musicale universale. Un repertorio che, pur nella sua apparente leggerezza, racchiude raffinatezza formale, ricchezza melodica e un profondo senso del teatro, parlando direttamente al pubblico attraverso melodie immediatamente riconoscibili e atmosfere festose.
Come sottolinea il sovrintendente Giovanni Cultrera di Montesano: «Aprire il nuovo anno con un programma musicale ad hoc è ormai un rito che unisce idealmente le sale da concerto di tutto il mondo, da cui parte sincronicamente un messaggio di fiducia e di pace. In un tempo segnato da tensioni e incertezze, anche il Teatro Massimo Bellini vuole essere luogo di incontro, di bellezza condivisa e di dialogo tra i popoli. Un pensiero che trova piena espressione in un concerto pensato come augurio collettivo e come celebrazione dei valori condivisi della cultura e del vivere civile. Perché la musica, più di ogni altra arte, sa parlare a tutti e ricordarci ciò che ci unisce».
Si apre con l’energia scintillante dell’Ouverture da Die Fledermaus (Il pipistrello) di Johann Strauss jr., pagina emblematica per brio ritmico e brillantezza orchestrale, seguita dal celebre “Mein Herr Marquis (Signor marchese)”, affidato alla brillantezza vocale di Donata D’Annunzio Lombardi insieme al Coro, momento di grande vivacità teatrale e ironia. Il lirismo appassionato di Lehár trova voce in “Dein ist mein ganzes Herz (Tu, che m’hai preso il cuor”)” da Das Land des Lächelns (Il paese del sorriso), cavallo di battaglia per il tenore Alessandro Scotto di Luzio, capace di restituire tutta la tensione emotiva e la cantabilità di questa celebre aria.
Non mancano i grandi valzer simbolo di un’epoca, come il maestoso Kaiser-Walzer (Valzer dell’Imperatore) e l’intramontabile An der schönen blauen Donau (Sul bel Danubio blu), autentico emblema della tradizione viennese e momento centrale del Concerto di Capodanno, accanto alla travolgente Unter Donner und Blitz (Sotto tuoni e fulmini), pagina di virtuosismo orchestrale che mette in luce energia, precisione e brillantezza dell’Orchestra.
Ampio spazio è dedicato a Emmerich Kálmán, con una ricca selezione da Die Csárdásfürstin (La principessa della csárdás) e Gräfin Mariza (La contessa Mariza), tra duetti appassionati, colori zingareschi e melodie cariche di nostalgia, che mettono in luce l’intesa e la personalità dei due solisti e il dialogo costante con il Coro.
Il programma culmina con alcune delle pagine più amate di Lehár, tratte da Die lustige Witwe (La vedova allegra), come il poetico Vilja-Lied (Canto di Vilja) e il brillante coro “O kommet doch” (Oh venite dunque)”, esempi di lirismo e vivacità teatrale, prima di tornare a Strauss con la raffinata Pizzicato-Polka e l’energia teatrale de Der Zigeunerbaron (Lo zingaro barone), che chiude la serata in un clima di entusiasmo e partecipazione.
Un Concerto di Capodanno che celebra l’eccellenza artistica del Teatro Massimo Bellini e diffonde un augurio di armonia e pace per il nuovo anno.
