Subito dopo il Natale, il 26 dicembre, la Chiesa celebra una delle figure più luminose del cristianesimo delle origini: Santo Stefano, il protomartire, ovvero il primo cristiano ad aver donato la vita per testimoniare la propria fede in Gesù Cristo. Questa festa, collocata strategicamente nel calendario liturgico, ha un significato teologico e spirituale profondo, perché ci ricorda che il Bambino di Betlemme, venuto nella tenerezza della carne umana, è anche Colui che chiede una risposta radicale di fede.
Chi era Santo Stefano?
Una figura chiave della Chiesa nascente
Le fonti principali che parlano di Santo Stefano si trovano negli Atti degli Apostoli, in particolare nei capitoli 6 e 7. Stefano era un giovane diacono della prima comunità cristiana di Gerusalemme. Fu uno dei sette uomini scelti dagli Apostoli per aiutare nella distribuzione dei beni e nell’assistenza ai poveri, così da permettere agli Apostoli di dedicarsi completamente alla predicazione.
Uomo “pieno di fede e di Spirito Santo” (At 6,5), Stefano era anche un predicatore carismatico e coraggioso. Difendeva la sua fede pubblicamente, suscitando l’ostilità di alcuni membri influenti del giudaismo. Accusato falsamente di blasfemia contro Mosè e Dio, fu portato davanti al Sinedrio, dove tenne un discorso accorato e ispirato. Al termine della sua arringa, fu condannato a morte per lapidazione.
Mentre veniva ucciso, pregò per i suoi carnefici, dicendo: “Signore, non imputare loro questo peccato” (At 7,60), seguendo così l’esempio di Gesù sulla croce. Secondo la narrazione, tra coloro che assistevano al martirio c’era Saulo di Tarso, futuro San Paolo.
Il significato teologico della festa del 26 dicembre
La scelta del 26 dicembre come giorno della festa non è casuale. Collocare la memoria del primo martire subito dopo il Natale ci ricorda che la venuta di Cristo nella storia non è solo un evento da contemplare con gioia, ma anche una chiamata alla testimonianza, alla verità e, se necessario, al sacrificio. Il Natale, nella sua dolcezza, ci annuncia la salvezza; la festa di Santo Stefano ci mostra il prezzo della fedeltà a quella salvezza. La liturgia ci invita a guardare a Stefano non solo come vittima, ma come testimone eroico dell’Amore di Dio, capace di donare la propria vita senza odio, nella piena imitazione del Cristo.
Nel Martirologio Romano, si legge:
“A Gerusalemme, il natale [cioè la nascita al cielo] di Santo Stefano, primo martire, che pregava per i suoi carnefici, dicendo: “Signore, non imputare loro questo peccato””.
Tradizioni e celebrazioni in Italia e nel mondo
In Italia, il 26 dicembre è giorno festivo nazionale, anche se in molte altre nazioni non lo è. La festività è celebrata con messe solenni, momenti di preghiera comunitaria, e in alcune città, anche con processioni e rievocazioni tradizionali.
In molte regioni italiane, la festa di Santo Stefano è associata a:
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eventi di carità e solidarietà verso i poveri e i malati;
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la visita a presepi viventi o artistici;
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il proseguimento del convivio natalizio, in famiglia o con amici;
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celebrazioni liturgiche particolarmente curate, incentrate sul martirio e sul perdono.
In alcuni luoghi, la devozione a Santo Stefano è particolarmente sentita. Tra le città italiane che lo venerano come patrono troviamo:
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Biella (Piemonte)
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Caprarola (Lazio)
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Putignano (Puglia)
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Santo Stefano di Camastra (Sicilia)
Il legame tra Santo Stefano e la spiritualità del Natale
Celebrando Santo Stefano il giorno dopo il Natale, la Chiesa ci insegna che la luce del Natale non è sentimentale, ma esigente. Cristo nasce per salvarci, ma anche per condurci a vivere la nostra vita in Lui, anche nei momenti difficili.
Stefano, primo testimone del Vangelo fino alla morte, ci ricorda che:
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la fede cristiana è testimonianza, non semplice opinione;
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il perdono è il linguaggio dell’amore autentico;
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la vita eterna è promessa per chi vive e muore in Cristo.
Il suo esempio rimane attuale anche oggi, in un mondo in cui tanti cristiani continuano a essere perseguitati per la loro fede. La sua figura è modello per ogni battezzato, chiamato a portare Cristo nella vita quotidiana, con coerenza e senza paura.
Curiosità e riflessioni
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Il nome Stefano deriva dal greco Stéphanos, che significa “corona”, simbolo della vittoria del martirio.
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Nei tempi antichi, il 26 dicembre era anche l’occasione per incontrare i poveri, condividere i beni natalizi e visitare gli ammalati, trasformando la festa in gesto concreto di carità.
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In alcune tradizioni popolari, Santo Stefano viene ricordato come protettore dei cavalli e in alcune zone si tengono benedizioni degli animali in suo onore.
Preghiera a Santo Stefano
O glorioso Santo Stefano,
primo martire della Chiesa,
che hai saputo testimoniare fino alla fine l’amore per Cristo,
insegnaci a vivere la fede con coraggio,
ad amare i nemici e a perdonare come hai fatto tu.
Prega per noi,
affinché anche la nostra vita sia una luce per il mondo.
Amen.
Il 26 dicembre non è solo il giorno dopo Natale: è una chiamata alla verità della fede, all’impegno della testimonianza cristiana, e all’annuncio del Vangelo con la vita. Santo Stefano ci ricorda che il Natale non finisce con i regali, ma continua con il dono più grande: quello di sé per amore.
Nella gallery in alto varie immagini, sotto frasi e video da condividere su Facebook e WhatsApp per augurare un sereno e felice Santo Stefano.
Ecco le FRASI per gli auguri su Facebook e WhatsApp:
- L’hanno chiamato Santo Stefano perché “giornata degli avanzi” non suonava bene
- Santo Stefano: giornata mondiale del “se no se butta”
- Santo Stefano: il giorno dell’anno in cui ti chiedi se proverai mai più la sensazione della fame nella vita
- La parola più usata a Natale è “auguri”. Quella più usata a Santo Stefano è “dieta”
- Tra corse, regali, abbuffate di biscotti e panettoni è giunta l’ora del meritato riposo! Buon Santo Stefano
- Santo Stefano il primo martire della chiesa, un esempio che ci insegna come la forza, l’amore e la fede possano far superare qualsiasi difficoltà interiore ed esteriore
- Oggi che è il 26 dicembre nel mondo ci sono milioni di persone che festeggiano l’onomastico, ma tu di certo sei la più speciale! Auguri Stefano
- Le cose più belle della vita non si guardano con gli occhi ma si sentono con il cuore. Un caloroso augurio per questo giorno di Santo Stefano
- La parola più usata a natale è #auguri. Quella più usata a santo stefano è #dieta
- 25 dicembre: Santo Natale
26 dicembre: Santo Stefano
27 dicembre: Santo Digiuno - Santo Stefano il primo martire della chiesa, un esempio per tutti i cristiani in un periodo di crisi e difficoltà ci insegna come la forza, l’amore e la fede possano far superare qualsiasi difficoltà interiore ed esteriore. (Stephen Littleword)
- Nel martirio di Stefano si riproduce lo stesso confronto tra il bene e il male, tra l’odio e il perdono, tra la mitezza e la violenza, che ha avuto il suo culmine nella Croce di Cristo. La memoria del primo martire viene così, immediatamente, a dissolvere una falsa immagine del Natale: l’immagine fiabesca e sdolcinata, che nel Vangelo non esiste.
(Papa Francesco) - Il martirio di santo Stefano è la ragione per cui oggi preghiamo in modo particolare per i cristiani che subiscono discriminazioni a causa della testimonianza resa a Cristo e al Vangelo. Siamo vicini a questi fratelli e sorelle che, come santo Stefano, vengono accusati ingiustamente e fatti oggetto di violenze di vario tipo. Questo accade specialmente là dove la libertà religiosa non è ancora garantita o non è pienamente realizzata.
(Papa Francesco) - In quei giorni, Stefano, pieno di grazia e di potenza, faceva grandi prodigi e segni tra il popolo. Allora alcuni della sinagoga detta dei Liberti, dei Cirenei, degli Alessandrini e di quelli della Cilìcia e dell’Asia, si alzarono a discutere con Stefano, ma non riuscivano a resistere alla sapienza e allo Spirito con cui egli parlava. E così sollevarono il popolo, gli anziani e gli scribi, gli piombarono addosso, lo catturarono e lo condussero davanti al Sinedrio. Tutti quelli che sedevano nel Sinedrio, [udendo le sue parole,] erano furibondi in cuor loro e digrignavano i denti contro Stefano. Ma egli, pieno di Spirito Santo, fissando il cielo, vide la gloria di Dio e Gesù che stava alla destra di Dio e disse: “Ecco, contemplo i cieli aperti e il Figlio dell’uomo che sta alla destra di Dio”. Allora, gridando a gran voce, si turarono gli orecchi e si scagliarono tutti insieme contro di lui, lo trascinarono fuori della città e si misero a lapidarlo. E i testimoni deposero i loro mantelli ai piedi di un giovane, chiamato Saulo. E lapidavano Stefano, che pregava e diceva: “Signore Gesù, accogli il mio spirito”. Poi piegò le ginocchia e gridò a gran voce: “Signore, non imputare loro questo peccato”. Detto questo, morì.
(Atti degli Apostoli)
Ecco i VIDEO per gli auguri su Facebook e WhatsApp:

