Le violazioni dello spazio aereo europeo da parte di droni in diversi Paesi “sono test. Test dell’Europa, test delle sue risposte: tutti gli attacchi di droni di Vladimir Putin sono sonde per vedere di cosa sono capaci“. Ma anche di come gli Stati Uniti “risponderanno all’attuale minaccia ai membri europei della Nato“. È quanto scritto sui social dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky. “Non c’è fumo senza fuoco, e credo che tutte queste sonde siano pericolose per l’integrità dell’Europa“, aggiunge, rilevando come l’Europa non sia in guerra con la Russia, ma quest’ultima sia in guerra con l’Ucraina “e potenzialmente con molti paesi in Europa“.
“Sappiamo di cosa sono capaci e cosa potrebbero fare, ma l’Europa teme la parola ‘escalation’“, prosegue Zelensky riferendosi ai russi e aggiungendo che i Paesi europei, “poiché sono Stati sviluppati che rispettano la legge e i valori“, ritengono che qualsiasi risposta da parte loro costituisca un’escalation. “Io credo il contrario: alla Russia non piace la debolezza. Qualsiasi risposta intellettuale, precisamente il tipo che l’Europa trova, viene letta come debolezza dalla Russia“, la quale, percepita questa debolezza, “vuole, finché nessuno è ancora abbastanza forte da fare pressione su di essa, infliggere danni e ottenere qualche guadagno extra per sé stessa“.
Nel contesto ucraino, continua il presidente, quel guadagno sembra essere quello di impedire lo sviluppo del Paese, “distruggere la nostra identità e prendere la nostra terra: in breve, guadagni politici“. Mentre nella sfera energetica “l’obiettivo è mantenere tutti permanentemente dipendenti dalla loro energia“, scrive, citando direttamente Slovacchia, Ungheria, Germania e l’Europa orientale. “La debolezza non produce dialogo con la Russia. Per i russi è semplicemente debolezza, e questo significa che possono imporre le loro narrazioni. È quello che sta accadendo“, sottolinea.
