Nelle prossime ore, Steve Witkoff annuncerà il nome di un nuovo Paese che ha deciso di prendere parte agli Accordi Abramo. A rivelarlo è stato lo stesso inviato della Casa Bianca durante un forum economico in Florida, stando a quanto riferito dal sito del “Jerusalem Post”. Witkoff ha spiegato che tornerà a Washington per l’annuncio, senza precisare di quale Paese si tratti.
Secondo l’emittente israeliana “Canale 12”, il Paese in questione dovrebbe essere il Kazakistan. L’annuncio dovrebbe avvenire alla Casa Bianca durante un incontro tra il presidente, Donald Trump, ed il suo omologo kazako, Kassym-Jomart Tokayev.
Quest’ultimo si trova a Washington per un vertice tra il tycoon ed i leader dei cinque Paesi musulmani dell’Asia centrale. Secondo un funzionario americano citato da Canale 12, prima del vertice Tokayev ha contattato la Casa Bianca ed espresso il desiderio di far aderire il Kazakistan agli Accordi, che prevedono la normalizzazione dei rapporti con Israele.
Sempre stando alla tv israeliana, durante l’incontro Trump e Tokayev avranno una telefonata con il primo ministro, Benjamin Netanyahu, e annunceranno l’intenzione del Kazakistan di aderire agli Accordi.
Non esiste una storia di ostilità tra Israele e il Kazakistan e non ci sono restrizioni alle visite o alle attività commerciali israeliane nel Paese dell’Asia centrale. Secondo gli osservatori, per il Kazakistan, che ha firmato di recente un accordo con gli Stati Uniti nel campo dei minerali strategici, si tratta di un passo che gli consente di guadagnare ulteriore credito con Washington.
Un alto funzionario americano ha affermato che la Casa Bianca vuole dare slancio agli Accordi di Abramo in vista della visita programmata a Washington del principe ereditario saudita, Mohammed bin Salman, prevista per il 18 novembre.
Il Kazakistan conferma
Il governo del Kazakistan ha confermato la prossima adesione del Paese agli Accordi di Abramo, che rappresenta “una continuazione naturale e logica” della propria politica estera, fondata “sul dialogo, sul rispetto reciproco e sulla stabilità regionale“.
