Sicilia, Li Calzi (Pd): “solidarietà al deputato La Rocca Ruvolo, insulti sessisti di Cuffaro sono violenza”

Lo dichiara Cleo Li Calzi a proposito degli epiteti sessisti con cui Margherita La Rocca Ruvolo è stata apostrofata da l'ex presidente della regione Cuffaro

“Da presidente del Pd Sicilia e componente dell’esecutivo nazionale Donne Democratiche esprimo solidarietà convinta a Margherita La Rocca Ruvolo, perchè continui a lavorare con determinazione e trasparenza forte del sostegno di una rete che deve difendere la coerenza, la correttezza e la libertà di ogni donna impegnata nella cosa pubblica”. Lo dichiara Cleo Li Calzi a proposito degli epiteti sessisti – irripetibili – con cui Margherita La Rocca ruvolo è stata apostrofata da Cuffaro e trapelati dall’inchiesta per corruzione, turbativa d’asta e associazione a delinquere che coinvolge 18 indagati tra cui anche l’ex presidente della Regione.

“Non possiamo accettare cheaggiunge l’insulto sessista diventi una consuetudine, una “normalità” tollerata. Quando si deve attaccare una donna, l’insulto sessista diventa normale, quasi un intercalare. Invece di attaccare sui contenuti, si denigra ed offende la persona. La politica, in pubblico e in privato, non può e non deve tollerare simili toni. Perché il linguaggio d’odio – conclude – , soprattutto quando è sessista, non è libertà di espressione: è inaccettabile violenza”.

Chinnici (Pd): “Il sistema Schifani-Cuffaro – ha costruito il suo consenso barattando la libertà dei siciliani”

Se non ora quando? Siamo qui per dire basta a un sistema malato che soffoca la Sicilia nelle spire del clientelismo e dei diritti venduti come favori”. Così l’onorevole Valentina Chinnici, deputato all’Assemblea Regionale Siciliana e vice segretaria regionale del Partito Democratico, durante il sit-in di protesta “Decuffarizziamo la Sicilia” davanti alla Presidenza della Regione.

Il sistema Schifani-Cuffaro – ha denunciato la Chinnici – ha costruito il suo consenso barattando la libertà dei siciliani e vendendo i sogni e le aspirazioni dei nostri giovani. Le poltrone spartite nella sanità hanno prodotto il sistema sanitario più iniquo e inefficiente, che ha causato vittime innocenti, per attese infinite e diritto alla salute negato in ogni angolo della regione”.

Una dichiarazione senza giri di parole quella del parlamentare democratico, che accusa la maggioranza regionale di aver costruito un potere fondato sullo scambio politico, a danno dei diritti fondamentali dei cittadini e della qualità dei servizi essenziali, primo tra tutti la sanità.
“È ora di voltare pagina – è l’appello conclusivo – e restituire alla Sicilia la dignità e il futuro che merita”.