Sicilia, 4 avvisi di accertamento annullati: la decisione giudiziaria sull’ACD Città di Sant’Agata e sui componenti del direttivo

La Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado della Sicilia conferma l’esenzione totale da responsabilità fiscale per società e dirigenti dal 2013 al 2016

Con una vicenda giudiziaria iniziata oltre sei anni fa e conclusasi solo recentemente, l’ACD Città di Sant’Agata e coloro che nel tempo hanno ricoperto ruoli dirigenziali all’interno della società possono finalmente tirare un sospiro di sollievo. La complessa disputa tributaria, sviluppatasi nel corso di più gradi di giudizio e relativa a quattro differenti anni di gestione, ha trovato definitiva conclusione con una serie di pronunce favorevoli in secondo grado, che sanciscono l’insussistenza delle pretese tributarie. Di seguito il riepilogo della vicenda e dei risultati ottenuti grazie al lavoro professionale di difesa svolto dall’avv. Salvatore Cinnera Martino.

“Gli avvisi di accertamento riguardavano la presunta evasione tributaria per gli anni 2013, 2014, 2015 e 2016, a seguito del disconoscimento da parte dell’Agenzia delle Entrate – Direzione Provinciale di Messina del beneficio riconosciuto alle associazioni sportive dalla L. 398/1991, che per naturale conseguenza aveva la richiesta di pagamento di IRES, IRAP ed IVA e le conseguenti sanzioni. Tali avvisi, oltre che associazione calcistica, furono indirizzati ai singoli componenti del direttivo in carica per ciascuna annualità. Gli accertamenti vennero, così, notificati a sigg. Bernardo Paratore, Antonio Ortoleva, Salvatore Armeli Moccia, Gian Lorenzo Fallo, Giuseppe Presti Danisi, Salvatore Proto, Francesco Maiorana.

La somma totale, che per i quattro avvisi si aggirava intorno ad € 100.000, suscitò preoccupazione per le sorti delle finanze dell’Associazione e, come è comprensibile, per il direttivo in carica nelle diverse annualità interessate dagli accertamenti. Circostanza assai preoccupante era, infatti, che le somme contestate venissero reclamate, oltre che all’Associazione, ai singoli privati che, di anno in anno, avevano ricoperto le qualifiche di presidente, vicepresidente, segretario e tesoriere.

Per l’anno 2013, l’ACD ed i componenti del direttivo presentarono ricorso all’allora Commissione Tributaria Provinciale di Messina, che venne accolto in primo grado e appellato dall’Agenzia delle Entrate. Lo stesso accadde per l’anno 2014. Per l’anno 2015, il ricorso di primo grado promosso dall’ACD e dai componenti del direttivo venne rigettato e, mentre l’ACD se ne tirò fuori, a presentare appello furono Francesco Maiorana e Bernardo Paratore. Anche per l’anno 2016 il ricorso venne rigettato in primo grado e gli stessi Maiorana e Paratore fecero appello alla sentenza di primo grado.

Dopo sei anni si conclude anche la fase di appello e i ricorrenti, patrocinati dall’avv. Salvatore Cinnera Martino, incassano ben quattro vittorie. La Corte di Giustizia Tributaria di 2° grado riconosce, infatti, che tanto l’A.C.D. Città di S. Agata, quanto e soprattutto i componenti dei Consigli direttivi in carica nelle diverse annualità interessate dagli accertamenti nulla debbono pagare al Fisco”.