“La Costituzione già dice che il giudice deve essere terzo e imparziale rispetto all’accusa e alla difesa. Con la separazione delle carriere abbiamo un rafforzamento, abbiamo un avverarsi di questa terzietà. La separazione dei CSM garantisce che il giudice sia anche libero dai condizionamenti che possono venire dal CSM, dove è fortemente rappresentata, come è logico, fino ad oggi, anche la magistratura inquirente“. È quanto dichiarato dal presidente dei senatori di Fratelli d’Italia Lucio Malan, parlando con i giornalisti davanti la corte di Cassazione, prima di depositare le firme per il referendum sulla riforma della Giustizia insieme a una delegazione di senatori di centrodestra.
“Infine la corte disciplinare – prosegue – garantisce la maggiore possibilità che ci siano delle azioni disciplinari, più frequenti di quelli che ci sono oggi, a fronte per esempio di 5.900 carcerazioni ingiuste che ci sono state negli ultimi 7-8 anni con praticamente nessun provvedimento disciplinare. E il sorteggio dei membri del CSM serve a superare il sistema delle correnti che è stato ampiamente denunciato e conosciuto quando è uscito il caso Paramara“.
“Non c’è nessun indebolimento, questo è il fatto, perché non si vede dove sia l’indebolimento. Restano i CSM, resta l’autonomia della magistratura prevista dalla Costituzione, si rafforza l’indipendenza del giudice da tutti, dal Governo, dal Parlamento, dalle correnti, dalla magistratura inquirente, se si rafforza qualcuno si rafforzano i giudici nella loro indipendenza, non c’entra niente il governo, non ha né più né meno scrutinio di prima da parte della magistratura“, conclude.
