Reggio Calabria, il Prof. Veronese presenta esposto in Procura: “il vero fallimento è il semestre filtro. Ministero responsabile di una prova viziata”

L’Associazione LIFE ha presentato oggi alla Procura della Repubblica di Roma un esposto-denuncia sulla gestione del cosiddetto semestre filtro per l’accesso a Medicina

L’Associazione LIFE  ha presentato oggi alla Procura della Repubblica di Roma un esposto-denuncia “sulla gestione del cosiddetto semestre filtro per l’accesso a Medicina. L’atto (depositato in data odierna) ricostruisce le irregolarità emerse nella prima prova del 20 novembre e chiede accertamenti su eventuali ipotesi di reato, dalla frode negli esami alla rivelazione di segreti d’ufficio, fino alla truffa ai danni della pubblica amministrazione”.

“Era prevedibile: senza vigilanza reale, con un bimestre mascherato da semestre e regole disomogenee tra atenei, gli imbrogli erano quasi inevitabili. Il Ministero avrebbe dovuto annullare immediatamente la prima prova”, dichiara il Prof. Simone Veronese, presidente di LIFE.

Perché l’esposto

Secondo LIFE, “la prima tornata di test risulta irrimediabilmente compromessa: foto dei compiti circolate sui social durante l’esame, segnalazioni di radioline e smartwatch, e picchi anomali di ricerche online alla vigilia. “Se la sicurezza è saltata per una parte dei candidati, allora è saltata per tutti,” si legge nell’esposto. “La scelta del Ministero di non annullare la prova avrebbe un effetto distorsivo irreparabile: chi ha avuto accesso indebito alle risposte potrebbe aver già occupato gran parte dei posti, restringendo lo spazio per i candidati onesti che sosterranno il secondo appello“, si evidenzia.

“Discriminazione e tempi impossibili”

LIFE evidenzia “una discriminazione sostanziale verso gli studenti provenienti dagli indirizzi umanistici: con un “semestre” che in realtà è un bimestre, tre materie universitarie avanzate sono state compresse in 6–7 ore di lezione al giorno e pochissimo studio individuale”. “È irragionevole pretendere che in due mesi si colmino differenze di preparazione maturate in cinque anni di liceo scientifico o tecnico-scientifico. Così si colpiscono i più deboli e si spinge verso corsi privati e università a pagamento”, aggiunge Veronese.

Le richieste dei denuncianti

  • disporre sequestri e acquisizioni forensi su canali social/telegram, log di accesso ai database dei quiz e catene di custodia;
  • valutare l’annullamento delle prove viziate e l’adozione, in via cautelare, di un format alternativoesami scritti/orali in presenza negli atenei, su sillabo nazionale e con punteggio nazionale;
  • segnalare al Governo correttivi urgenti: standard omogeneiportabilità del diritto allo studio (DSU) tra sedi, clausole di recesso per gli affitti studenti in caso di cambio sede e un tetto orario didattico che restituisca tempo reale allo studio.

Nell’atto, LIFE chiede alla Procura le seguenti richieste investigative e di salvaguardia della prova:

  1. Ordini di conservazione ai principali motori di ricerca per i query-log (finestra 19/11 h 18:00 → 20/11 fine prove), con metadati aggregati/anonimizzati e, ove occorra, estrazioni puntuali su cluster di domande specifiche.
  2. Sequestro forense di canali Telegram/social (ID canali, archivio media, timestamp, hash; eventuali pagamenti) e dei dispositivi sequestrati in aula.
  3. Acquisizione presso MUR/Consorzi/Atenei di database domande, catena di custodia, versioning e log di accesso, protocolli anti-frode, verbali d’aula, segnalazioni/espulsioni.
  4. Acquisizione di regolamenti d’Ateneo (frequenza/online/presenze), sillabi/materiali, orari/calendari; presso Regioni/Enti DSU: dati su portabilità borse/alloggi, tempi e dinieghi.
  5. Escussione di dirigenti/responsabili tecnici, docenti e studenti segnalanti; acquisizione di foto/video dei controlli d’aula.
  6. Valutare misure cautelari per le prossime sessioni (sospensione/annullamento prove viziate; format alternativo con esami scritti/orali d’Ateneo su sillabo nazionale).

“Un sistema che favorisce chi paga e chi bara”

Per LIFE, l’attuale meccanismo “ha alimentato il business dei corsi a pagamento e spinto verso atenei privati ed estero, con costi in aumento: un effetto discriminatorio contrario all’articolo 34 della Costituzione e al principio di pari opportunità. Il Ministero non può limitarsi a colpire pochi ‘furbetti’: deve dimostrare — come richiede la Cassazione — di aver garantito condizioni eque e integre per tutti. Oggi ciò non è affatto dimostrabile”.

Appello a Salvini

Nei giorni scorsi LIFE ha inviato una lettera al Vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini preannunciando “il fallimento del semestre-filtro e chiedendo correttivi urgenti Oggi, alla luce dell’esposto depositato, si chiede a Salvini — che è stato tra i principali sostenitori dell’eliminazione dei quiz di Medicina — di intervenire presso il Consiglio dei Ministri per ripristinare legalità e trasparenza e riaggiustare immediatamente il sistema. I quiz standardizzati compressi in due mesi non sono ragionevolmente superabili se non da chi ha sostenuto preparazioni private a pagamento negli anni precedenti o da chi ricorre a furberie, con una selezione per censo che discrimina chi non ha possibilità economiche e chi non proviene da percorsi scientifici quinquennali. Annullare questa prova significa restituire serenità e pari opportunità a tutti gli studenti: un gesto di responsabilità che rafforza la fiducia nel merito e nelle istituzioni”.