Reggio Calabria, il Continente di Edelëas e la lingua Fèrathon di Gianluca Vincenzo Liserra: il fantasy che diventa indagine metafisica della realtà

A Reggio Calabria nasce un progetto narrativo che tenta di riportare il fantasy italiano alla sua dimensione più autentica: non semplice intrattenimento, ma esplorazione filosofica dell’esistenza

È indubbio che in Italia il fantasy venga spesso percepito come superficiale narrativa per ragazzi o semplice evasione, e che la forte concorrenza delle saghe angloamericane (unita ad una diffusa diffidenza dei lettori adulti) contribuiscano a relegarlo ai margini della letteratura moderna. Eppure Gianluca Vincenzo Liserra non si è lasciato scoraggiare da questo scenario, e anzi ha scelto un’audace strada controcorrente: trasformare il fantastico in un luogo di riflessione, recuperando il valore simbolico e morale che originariamente apparteneva ai racconti mitici e fiabeschi.
Un percorso che può apparire impegnativo, ma considerato dall’autore necessario per non riproporre formule già viste.

Con Le Fiabe di Edelëas, La Musica di Ïlmatal e il più recente e monumentale Dizionario di lingua Fèrathon (StreetLib edizioni), il professor Liserra si inserisce tra le file di autori che hanno creato mondi autonomi e coerenti, da J.R.R. Tolkien a C.S. Lewis, da Ursula K. Le Guin a George R.R. Martin.

Il continente di Edelëas

Il continente di Edelëas, il cui nome è ispirato al tedesco edelweiss (stella alpina), non segue i canoni del fantasy contemporaneo popolato da pantheon complessi: elimina religioni strutturate e si fonda su un’unica consapevolezza, l’esistenza di Eàhteril, entità extradimensionale neutra e non antropomorfa.

Pertanto in Edelëas il divino non si conosce tramite fede o profeti, ma attraverso meditazione, osservazione e pensiero critico. Questa è una visione laica e originale, la quale distingue Liserra anche dal suo modello tolkieniano.

Uno degli aspetti più sorprendenti della creazione della sua lore è il Fèrathon, lingua artificiale con oltre 3000 vocaboli e un sistema di scrittura inedito, reso pubblico nel suddetto Dizionario di lingua Fèrathon ad oggi alla sua prima edizione. Non è un semplice glossario, ma un manuale di grammatica, fonetica, numerologia e simbologia. A differenza di altre lingue artificiali nate per fini narrativi, il Fèrathon diventa matrice della magia di Edelëas: ogni parola o runa serve ad accordarsi alla Musica di Ïlmatal, vibrazione cosmica che regge la realtà.

Codice metafisico

La lingua non è quindi solo un sistema comunicativo nel mondo creato da Liserra, ma diventa codice metafisico capace di accordare il pensiero dell’operatore alla summenzionata Musica di Ïlmatal.

Inoltre le lettere del Fèrathon, create dallo stesso Liserra e benché si ispirino al sanscrito, sono straordinariamente originali. Nel Dizionario ognuna di esse viene associata ad una stella, un numero, una vibrazione fondamentale, un proprio valore simbolico e un oracolo, facendo percepire al lettore il Fèrathon come una lingua reale con i suoi segreti, la sua propria storia e la sua propria importanza magica.

Sul piano narrativo invece, con le sue precedenti opere Le Fiabe di Edelëas e La Musica di Ïlmatal Liserra tenta di restituire alle fiabe la loro originaria funzione: non storielle per bambini, ma specchi dell’interiorità. Infatti molti dei suoi racconti rinunciano al lieto fine, altri sfiorano l’horror e altri ancora l’introspezione psicologica. Una fiaba particolarmente d’impatto nasce dagli incendi che hanno devastato l’Aspromonte reggino, trasformandosi così in grido di denuncia sulla distruzione della natura da parte dell’uomo.

Le storie diventano così metafore della società: maghi, elfi e gnomi non cercano eroi salvifici, ma simboli e verità nascoste. Come scrive la poetessa e scrittrice Camilla Viscusi nella prefazione alle fiabe di Liserra: “Non importa chi siate e nemmeno da dove veniate: quel che conta è ciò che state cercando! E questa ricerca può forse assumere molti nomi, ma alla fine giunge sempre a una strada sola: un ricordo! Il ricordo di chi si è davvero.”

A qualcuno potrà sembrare un limite, insieme ai nomi complessi o alle introduzioni dense, ma è proprio questa profondità a rendere Edelëas credibile pur essendo immaginario. In una società frenetica dove si è sempre di corsa, la letteratura del professor Liserra ci invita a rallentare e ad ascoltare la nostra, sempre più inascoltata, interiorità.