“Nella scuola elementare “De Amicis – Bolani”, facente parte dell’Istituto Comprensivo De Amicis, si consuma da mesi una situazione di grave disagio: la mensa scolastica, servizio essenziale per i bambini che frequentano il tempo pieno, offre pasti che genitori e rappresentanti di classe definiscono “inaccettabili e potenzialmente pericolosi per la salute”. Nonostante le numerose e reiterate segnalazioni inoltrate da parte delle famiglie e dei rappresentanti scolastici, la situazione è rimasta immutata, anzi è peggiorata. A nulla sono valsi mesi di reclami: la scuola resta sorda alle richieste, adottando iter burocratici inutilmente complessi che impediscono la rapida comunicazione con il Comune, unico responsabile del servizio mensa”. Lo affermano in una nota i genitori della scuola De Amicis-Bolani di Reggio Calabria.
“Cibo scadente, porzioni ridicole e igiene discutibile”
“Negli ultimi mesi, la qualità del cibo servito ai piccoli alunni si è notevolmente deteriorata. I genitori denunciano piatti crudi o scotti, porzioni insufficienti, pietanze insipide e un’organizzazione interna che lascia molto a desiderare. Episodi gravi – come la recente presenza di pollo crudo tra i pasti destinati ai bambini, prontamente evitata e bloccata delle insegnanti prima che venisse consumato – hanno messo in luce un rischio reale per la salute dei minori, suscitando allarme e indignazione. A tutto ciò si aggiunge un piano nutrizionale altamente inadeguato per bambini in piena crescita: l’apporto proteico giornaliero risulta irrisorio, mentre nel menù compaiono spesso alimenti processati come salumi e bastoncini di pesce industriali; in ben due occasioni al mese, viene servita una “pasta al pesto” definita immangiabile, tra odore nauseante e consistenza collosa”.
“Prezzi alti, servizio in declino”
I genitori denunciano inoltre “l’inadeguatezza tra il prezzo del servizio e la scarsissima qualità dei pasti. Se non fosse per il solito pane, un po’ di formaggio spalmabile e qualche frutto, i bambini tornerebbero a casa affamati” – testimoniano le famiglie.
“Cibi insapori, pasta e burro, pasta bianca, pasta e olio sono ormai all’ordine del giorno. Altre volte, non viene fornito nemmeno un pizzico di parmigiano per rendere il pasto più nutriente e gradevole: anche quando richiesto espressamente dai bambini, da parte del personale giunge una risposta laconica e sconcertante: “Il parmigiano è finito””.
“Una situazione insostenibile: serve ascolto e azione immediata”
“Quella che si sta delineando è una vera e propria emergenza alimentare all’interno della scuola”, sottolineano i genitori, che “temono per la salute e il corretto sviluppo dei loro figli. In otto ore di permanenza a scuola – aggiungono – un bambino deve poter consumare un pasto sano, nutriente e dignitoso. Ciò che vediamo oggi è indegno di una società civile: si parla tanto di benessere infantile, ma i fatti ci raccontano una storia diversa“.
“Stanchi dell’inerzia delle istituzioni scolastiche e della lentezza decisionale del Comune di Reggio Calabria, i genitori della scuola De Amicis chiedono ad alta voce che l’opinione pubblica venga informata e che si intervenga immediatamente per fare luce su quanto avviene quotidianamente nelle mense scolastiche della città. Nell’attesa di un segnale concreto da parte delle istituzioni, resta alto l’allarme tra le famiglie, che chiedono il rispetto di un diritto fondamentale: quello alla salute e alla qualità della vita dei loro figli”.
I genitori della scuola De Amicis rivolgono quindi “un appello urgente alle istituzioni competenti – in primis al Comune di Reggio Calabria e all’ASP – affinché vengano attivati immediatamente controlli, misure correttive e monitoraggi seri, per garantire un servizio mensa dignitoso e sicuro. Non si può più tacere di fronte a ciò che rappresenta non solo un disservizio, ma una minaccia concreta al benessere e alla salute dei bambini“.

