Reggina: corsi e ricorsi storici, con un finale (purtroppo) sempre uguale. Ma c’è un significato

Cosa ci dice la storia della Reggina, perlomeno dal 1986? Corsi e ricorsi, con un finale sempre uguale

Ero appena adolescente quando la Reggina, al termine della stagione 1985-86, è reduce da una profonda crisi finanziaria che la vede proiettata in un “fallimento pilotato”, uno strumento che ha consentito alla società di mantenere la categoria conquistata della serie C1. La rinascita, lo ricordo ancora, avvenne casa per casa, negozio per negozio, e vide una straordinaria partecipazione della città, dei tifosi, della classe politica e dello sport e, fondamentale, di un gruppo di giovani imprenditori. Nasce così, dalle ceneri di una società fallita, la Reggina del presidente Pasquale (detto Lillo) Foti.

Dopo due anni dalla (ri)nascita la Reggina conquista la promozione in serie B nel campionato 1987-88, con allenatore Nevio Scala, un profeta del calcio italiano. L’anno successivo, nello spareggio contro la Cremonese, la Reggina manca la promozione in serie A. La Reggina continua il suo percorso di crescita societario, si struttura nell’organizzazione delle formazioni giovanili ma, dopo la retrocessione in serie C, va incontro ad anni duri e difficili dal punto di vista economico. Nella stagione 1994-95 la Reggina conquista nuovamente la serie B.

A distanza di quattro anni, nella stagione 1998-99, la Reggina centra la storica promozione in serie A, la prima in assoluto nella storia degli amaranto. Il primo anno nella massima serie fa registrare una presenza costante allo stadio di circa 28.000 spettatori, di cui 24.000 abbonati. La serie A in cui la società del presidente Foti ha vissuto per nove anni, non consecutivi. Nel 2001 arriva la retrocessione in serie B nello spareggio con il Verona, ma l’anno successivo avviene il grande riscatto che fa registrare la seconda promozione in serie A.

Nella stagione 2008-2009 avviene il tracollo e la retrocessione in serie B. È l’inizio della fine, perchè da quel momento i campionati successivi sono solo grandi fatiche dal punto di vista economico e sportivo, fino alla retrocessione in serie C maturata nel campionato 2013-2014. Nel 2014 la Reggina del presidente Foti riusciva tra mille intemperie ad iscriversi al campionato di Lega Pro, ma nel corso della stagione la panchina verrà cambiata per quattro volte e la salvezza raggiunta con i play out nel “Derby dello Stretto”. Nel 2015 la Reggina del patron Foti rinuncia ad iscriversi al campionato professionistico di Lega Pro, stagione 2015-2016, a causa di problemi economico-finanziari. Si ritorna al passato, indietro di trent’anni. Reggio Calabria resta senza una società.

L’arrivo di Praticò

Nasce l’ASD Reggio Calabria (non potendosi ancora chiamare Reggina in quanto il club precedente era ancora in vita) del presidente Praticò e riparte dalla serie D. Nella stagione in corso centra i play off uscendo però sconfitta in quel di Cava dei Tirreni. Nel 2016 i curatori fallimentari della Reggina Calcio cedono il nome della società all’ASD Reggio Calabria, tornando ad essere la Reggina del 1914 e la contestuale ammissione al campionato di Lega Pro 2016-2017, dopo il ripescaggio dovuto al completamento degli organici. Si ritorna dunque nella categoria che si era conquistata sul campo con la vittoria dei play put contro il Messina e durante la stagione conquista una faticosa salvezza. Nella stagione 2017 – 2018 nascono le difficoltà con la “nuova” Reggina e ricomincia ad accumulare inadempienze economiche ed amministrative.

Gallo e Saladini

Inizia la stagione 2018 – 2019 con grandi difficoltà e nel gennaio 2019 nasce la Reggina del presidente Luca Gallo, imprenditore romano che interviene finanziariamente per sanare economicamente le pendenze con il fisco ed il mondo calcio. Nell’annata la Reggina centra l’accesso ai play-off ma non ottiene la promozione in serie B.
La stagione successiva sarà ricordata negli annali, non solo per il calcio ma per la pandemia da Covid-19. La Reggina conduce un campionato di vertice e, stante l’impossibilità di proseguire la stagione a causa della sospensione delle partite, la squadra viene promossa in Serie B per decisione del Consiglio federale della FIGC, trovandosi al primo posto nel girone C della Serie C al momento dell’interruzione del campionato. La conduzione Gallo prosegue per due stagioni in serie B, concluse all’undicesimo e al quattordicesimo posto, ma nella stagione 2021 – 2022 la società si indebita ed entra nuovamente in crisi. Vicende giudiziarie costringono la Reggina ad essere affidata temporaneamente ad un amministratore unico e contestualmente ceduta all’imprenditore lametino Felice Saladini.

Inizia una nuova stagione, è scongiurato il rischio di un nuovo fallimento. Alla presidenza viene nominato un reggino doc, Marcello Cardona, prefetto ed ex arbitro di calcio e la guida tecnica viene affidata ad un campione del mondo, Pippo Inzaghi. La Reggina vola, gioca bene, è apprezzata in tutto lo stivale. La stagione 2022-2023 si conclude con un settimo posto e con il conseguente accesso ai play-off, poi persi al primo turno contro il Südtirol.

Purtroppo i guai per la Reggina non finiscono mai. Nel giugno del 2023 la Sezione Fallimentare del Tribunale di Reggio Calabria, pronunciandosi sulla domanda di omologazione degli accordi di ristrutturazione dei debiti e di transazione su crediti tributari e previdenziali presentata dalla società, dispone con sentenza la omologazione degli accordi di ristrutturazione e le transazioni sui crediti tributari e contributivi. Tuttavia, nel luglio seguente la Reggina viene esclusa dal campionato di Serie B a causa di alcuni inadempimenti finanziari dovuti alla precedente gestione societaria. Si ritorna nel baratro, ennesimo fallimento, ulteriore umiliazione del tifoso reggino e, soprattutto, della città. La proprietà Saladini cede tutte le quote all’imprenditore Manuele Ilari e dopo l’ufficializzazione dell’esclusione dal calcio professionistico, la Reggina scompare dai radar del calcio italiano.

La Fenice Amaranto

A seguito di questi eventi la Reggina ritorna in mano del Sindaco della città e, attraverso una procedura ad evidenza pubblica, affida la “storia” amaranto ad una nuova società, La Fenice Amaranto A.S.D., ed ammessa in sovrannumero al girone I del campionato di Serie D per la stagione 2023 – 2024. Il resto è storia. Serie B in tre anni, da piano industriale, e Serie D in tre anni, a consuntivo, con il rischio che nella stagione in corso retroceda in Eccellenza.

Cosa ci dice la storia

La storia e la narrazione hanno un perché significativo in quanto non è possibile organizzare una società con pressapochismo ed inesperienza. Decisioni efficaci, in termini di obiettivi e risultati, richiedono un’analisi approfondita, basata su esperienze concrete e conoscenze specialistiche del settore, non su improvvisazione o superficialità. La complessità di una società di calcio moderna richiede leader ed esperti con formazione ed esperienza adeguate per affrontare le sfide economico – finanziarie e prevenire conseguenze negative, con il supporto inevitabile di un Piano Economico – Finanziario sostenibile.

È quanto accade oggi nella Reggina 1914 e paradossalmente torna in mente una famosa intervista di un presidente di una squadra di calcio di Serie A: “Presidente, a questa squadra manca l’amalgama?”. “E in che squadra gioca questo Amalgama? Lo compro subito!”. A differenza che “quel” presidente ha fatto la storia del calcio nella città in cui ha vissuto, termine non paragonabile a quanto accade oggi a Reggio Calabria.