Reggina, altro che musicisti: anche l’Athletic Palermo ha “suonato” al Granillo. Solito copione impietoso: i punti dalla retrocessione diretta sono solo 3

Restando in tema di musica, dal momento che ieri Torrisi ha citato "musicisti che hanno visto errori ad Acireale", possiamo dire che l'Athletic Palermo gliele ha suonate alla Reggina

Foto di Salvatore Dato / StrettoWeb
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Era settembre 2022, praticamente “solo” tre anni fa. La Reggina di Inzaghi, in Serie B, davanti a 13 mila spettatori, “distruggeva” letteralmente il nuovo Palermo del City Group. Battuta agilmente la prima squadra del capoluogo siciliano. E non era la prima volta. Anche negli anni precedenti, in Serie A, la vittoria arrivava spesso. Nella massima serie, addirittura, la squadra amaranto non ha mai perso. Si ricordano, ad esempio, le firme di Nakamura o l’eurogol in rovesciata di Paredes.

Oggi, 16 novembre 2025, tre anni dopo, in Serie D, è la squadra di Palermo a rifilarne tre alla Reggina. Non la prima, ma la seconda squadra di Palermo. Tre reti. Suonate. Restando in tema di musica, dal momento che ieri Torrisi ha citato “musicisti che hanno visto errori ad Acireale”, possiamo dunque dire che l’Athletic Palermo gliele ha suonate alla Reggina. E non è la prima. La seconda squadra di Palermo ha violato il Granillo, così come hanno già fatto la prima squadra di Barcellona Pozzo di Gotto, la prima squadra di Lamezia e la prima squadra di Vallo della Lucania.

La partita

Torrisi inserisce subito Summa dall’inizio in porta, lasciando in panchina Lagonigro dopo gli errori nelle ultime due partite. Ieri in conferenza stampa non si era sbilanciato, precisando: “ho detto che Summa sarà della partita, non che sarà titolare”. Ora però subito dentro. Sartore invece in panchina. Ferraro convocato ma non è ancora al meglio e parte dalla panchina. Dal primo minuto il centravanti c’è, ma è l’under Pellicanò. La gara è vivace sin dall’inizio. Athletic Palermo in campo con coraggio, la Reggina prova a rimanere alta ma lascia ampie praterie e pericoli. Nella prima frazione, così come era stato per l’Acireale, la squadra siciliana crea almeno quattro chance importanti, con relativi rischi. A passare, però, è la Reggina, al primo vero tiro in porta: Pellicanò colpisce di testa e fa 1-0. Alla mezz’ora, l’episodio con Di Grazia, sostituito e furioso per la scelta. E prima del duplice fischio, il pari di Mazzotta di tacco in mischia. Primo tempo con più ombre che luci, per gli amaranto, che continuano a ballare incredibilmente in difesa.

Nella ripresa, non cambia molto. Anzi, col passare dei minuti, la squadra di Torrisi si allunga e rischia ancora di più. Come nella prima frazione, però, a passare di nuovo in vantaggio è la Reggina, con Edera bravo a concludere in porta su iniziativa personale. Il gol, anziché dare coraggio agli amaranto, li spegne. Nel giro di cinque minuti, infatti, l’Athletic Palermo pareggia e poi firma il sorpasso, con Micoli prima e Zalazar poi. Sprofondo amaranto, con il Granillo – già in contestazione da inizio gara – che fischia a più non posso, chiedendo come sempre a Ballarino (intanto tornato al Granillo dopo la “pausa”) di tornarsene a Catania, di vendere, di staccare la spina. Il finale di gara è solo imbarazzo: non succede nulla, solo una lenta agonia fino al triplice fischio.

Per la Reggina è la quarta sconfitta interna in sei gare. Considerando solo le partite al Granillo, sarebbe terzultima. Non va molto meglio considerando il cammino generale: quintultimo posto, che sul campo (senza il Messina penalizzato) sarebbe quartultimo. La Reggina ha appena tre punti in più del Ragusa penultimo. La Reggina ha appena tre punti in più sulla retrocessione diretta in Eccellenza. E intanto il Messina ha vinto ed è a -6 dagli amaranto.