Ponte sullo Stretto, Diego Righini: “un’opera buona e giusta, come l’Autostrada del Sole”

Il manager delle grandi opere, intervistato da Il Newyorkese, difende il progetto: “nessuna bocciatura dalla Corte dei Conti, manca solo il 10% della documentazione”

In un’intervista pubblicata dal magazine Il Newyorkese, Diego Righini – manager ed esperto di infrastrutture – esprime la propria visione sul tema del Ponte sullo Stretto. Con un approccio pragmatico e una visione fortemente orientata allo sviluppo, Righini traccia le ragioni per cui l’opera, oggi al centro del dibattito politico e tecnico, rappresenterebbe un passaggio storico per l’Italia.

“Un’opera buona e giusta”

Righini non usa mezzi termini: “Il ponte sullo Stretto sarà un’opera buona e giusta, come lo furono l’Autostrada del Sole e l’Alta Velocità“. L’esperto ricorda come tutte le grandi infrastrutture italiane siano nate tra polemiche e scetticismo, salvo poi rivelarsi decisive per il progresso del Paese.

Ogni grande opera in Italia nasce tra diffidenze. Accadde con l’Autostrada del Sole, quando molti ne mettevano in dubbio l’utilità. Lo stesso per l’Alta Velocità: un tempo c’erano solo binari unici e attese in stazione, poi la mobilità è cambiata per sempre“. Per Righini, il Ponte sullo Stretto si inserisce esattamente in questa tradizione.

Corte dei Conti: nessuna bocciatura

Nel corso dell’intervista, Righini chiarisce anche il nodo amministrativo legato alla documentazione in esame presso la Corte dei Conti. “Non si tratta di una bocciatura del progetto“, afferma. “L’80-90% della documentazione è completa. Serve solo integrare un 10% di materiale amministrativo. Sono semplici completamenti tecnici che la società Ponte sullo Stretto di Messina, guidata dall’amministratore dottor Ciucci e dai suoi tecnici, può produrre in tempi brevi“.

Una posizione che punta a ridimensionare l’allarme mediatico delle ultime settimane, sostenendo che l’opera sia già in uno stadio avanzato e che manchino solo passaggi formali.

Un ponte che collega opportunità

Per Righini, il valore del ponte va oltre l’infrastruttura stessa.Collega regioni, economie e opportunità“, afferma, spiegando che il vero impatto si misurerebbe sulla crescita economica, sulla coesione territoriale e sulla capacità dell’Italia di modernizzarsi.

Il fattore tempo – sottolinea – è decisivo: “Quando un’opera viene resa possibile, l’effetto non è solo sul traffico, ma sullo sviluppo economico“. Da qui l’appello a non rimandare ulteriormente una scelta che considera strategica per tutto il Mezzogiorno.