Non le manda a dire, ma non è una sorpresa. Non l’ha mai fatto, Salvatore Soviero. Né quando era calciatore, né adesso. Per questo è uscito fuori dai radar del pallone. E le scelte sono tutte sue, come ammette in una intervista alla Gazzetta dello Sport. Ma non gli importa. Il mondo del calcio di oggi non gli piace: “vedo troppe cose che mi fanno schifo. È tutto un giro di amicizie, non fa per me”. L’ex portiere della Reggina, tra le altre, ripercorre alcune sfuriate storiche della sua carriera: gesti, insulti, anche botte.
Soviero, partiamo da qui. Lei in un Reggina-Juventus si toccò l’orecchio insultando Del Piero. Ne avete mai parlato? In molti le diedero dell’omofobo…
“In questi anni ho letto davvero tante cazzate. So che Alessandro l’ha presa sul ridere. Oggi verrei arrestato in campo, anche per questo ho smesso. C’è un perbenismo esagerato, non si può più dire nulla. Pensi che una volta venne il questore in spogliatoio a parlarmi dopo un’espulsione…”.
Ci racconti.
“Era il mio ultimo anno di carriera, venni espulso dopo aver insultato l’arbitro e i tifosi avversari. In spogliatoio mi trovai un questore che voleva chiedermi i documenti. Gli dissi che non ne aveva il diritto e andai a farmi la doccia”.
L’espulsione più famosa resta quella con il Messina.
“Una partita assurda. Io venni espulso e dalla panchina avversaria iniziarono a dirmi che sarebbero venuti a prendermi a casa. A me? Li ho mandati a quel paese e sono corso verso di loro. Mi urlavano: ‘Siete retrocessi, scemo esci dal campo’. Cercavo Coppola, ma menai un po’ tutti. Saltai addosso a Bortolo Mutti, poi tirai una ginocchiata al padre di Zaniolo e stesi con due pugni un paio di membri dello staff. Partì pure una testata. Ero fuori di me”.
È vero che si scusò?
“Sì, andai dallo staff del Messina a chiedere scusa. Gli dissi che avevo perso la ragione e mi dispiaceva”.
Passiamo agli allenatori. Ha litigato con molti di loro: Gasperini?
“L’ho avuto a Crotone, si incazzava se insultavo i tifosi avversari. ‘Mi carica mister’, gli dicevo. Non gli importava. Per lui sporcava l’immagine del club. Trovo sia un buon allenatore, che da sempre ha problemi con i giocatori di personalità. È carattere. Lui è un po’ una prima donna…”.
Mazzarri?
“Scarso come calciatore e come allenatore. Pensi che la sera venivano tutti a controllare se fossi in camera, cercando un pretesto per mandarmi via. Mazzarri ha sempre provato a mettermi contro il presidente Foti e i miei compagni”.
Gliel’ha mai detto?
“Certo. Una volta mi chiamò in una stanza perché gli servivo e dovevo giocare. Io gli dissi che non lo rispettavo ma mi sarei messo comunque a disposizione”.
