“L’agenda di Morace”: il commosso ricordo di Daniele Chirico, “così con lui ho imparato questo mestiere”

Il ricordo di Daniele Chirico: dagli inizi al Domani della Calabria, l’eredità professionale e umana del direttore che trasformò un giornale e fece crescere una generazione di cronisti

“L’AGENDA DI MORACE ADDIO DIRETTORE. Sono arrivato al Domani della Calabria sin dall’inizio, febbraio 1998. È un nuovo giornale, bello, molto ambizioso – tra le sue firme, anche Adele Cambria – ma troppo elitario. La direzione di Carlo Bassi finisce presto. Per rilanciarlo, arriva Domenico Morace. Il mitico direttore del Corriere dello Sport. Trasforma il Domani in un giornale popolare e battagliero, senza rinunciare a essere serio, radicato sui territori. Tutti pensano sia in attesa della pensione, ma si mette a trottare come un ragazzo e ad allevare una generazione di ragazzi. Io all’epoca ho 21 anni. Nella redazione di Reggio Calabria – dove ho conosciuto pezzi di cuore come Mario Meliadò, Franco Cufari, Maria Ielo e tanti altri – viene una volta alla settimana, forse due. Sta nella sua stanza, spesso al telefono. La porta è sempre aperta. Un giorno mi chiede di stargli accanto mentre titola la prima. Sulla scrivania c’è l’agenda aperta”. E’ questo il messaggio pubblicato su facebook da Daniele Chirico, giornalista di Rai 3 di Reggio Calabria che ricorda Domenico Morace.

“L’occhio (involontariamente, giuro) mi cade proprio lì. È alla lettera A della rubrica telefonica. Leggo tra i numeri quello di Agnelli Gianni. Non so quanti abbiano avuto il numero dell’Avvocato in agenda, ma a me sembra una cosa dell’altro mondo. Che ci faccio qui? Arrossisco, sorrido, ma non dico niente. Tocco con mano il privilegio che mi è toccato in sorte: lavorare con uno dei più grandi (il suo titolo “Eroici” del Corriere è rimasto nella storia), con uno che è stato davvero in cima. E allora penso che anche se nasci a Reggio Calabria, forse, chissà, un giorno ce la puoi fare”.

“Ho rubato tanto al mestiere del direttore, e oggi dopo tutti questi anni – tra qualche soddisfazione e molte sconfitte – posso dire che molte delle poche cose che so le ho imparate in quella redazione. Quella del Domani di Morace. È stato lui a chiedermi per la prima volta di lavorare in redazione, con lui ho preso il mio tesserino da pubblicista, lui mi ha fatto debuttare nella nera e nella giudiziaria, lui ha voluto che avessi l’accredito alla Reggina, nonostante non fossi un cronista sportivo, perché potessi fare i pezzi di ambiente. Il più bello? Quello sul nuovo stadio, per il numero speciale pubblicato un’ora dopo la storica promozione in serie A”.

“Al direttore ho telefonato prima degli esami da professionista, anche se non lavoravamo più insieme da qualche anno. Lui mi ha rassicurato, come tutte le volte. Non sta certo a me raccontare quanto sia stato importante Morace per il giornalismo o per Reggio Calabria, posso però dire quanto è stato importante per me. Addio Direttore, e grazie”.