La musica italiana piange una delle sue interpreti più grandi: è morta Ornella Vanoni

Morta a 91 anni Ornella Vanoni: la cantante ha avuto un malore nella sua casa di Milano

Il mondo della musica italiana piange una delle sue più grandi interpreti: è morta Ornella Vanoni. La cantante si è spenta, all’età di 91 anni, nella sua casa di Milano a causa di un malore. Nata a Milano il 22 settembre 1934, Ornella Vanoni iniziò la sua carriera artistica come attrice teatrale, frequentando il Piccolo Teatro di Milano di Giorgio Strehler. Parallelamente, già verso la fine degli anni 50 e l’inizio degli anni 60 si avvicinò alla musica, esplorando inizialmente un repertorio tipico delle “canzoni della mala” milanesi – un registro crudo e popolato di ambientazioni metropolitane – che le valse una certa attenzione per la scelta coraggiosa del repertorio.

Negli anni 60, Vanoni si allontanò progressivamente da quel primo “etichetta” interpretativo per affermarsi come interprete di grande raffinamento, collaborando con importanti autori (tra cui Gino Paoli) e partecipando più volte al Festival di Sanremo. Durante la sua lunga carriera, che abbraccia oltre sei decenni, ha pubblicato più di 100 album, EP e raccolte, e figura tra gli artisti italiani con il maggior numero di vendite.

Negli anni successivi, Vanoni riuscì ad ampliare il suo orizzonte artistico partecipando anche al jazz e alla bossa nova, collaborando con musicisti internazionali e portando un proprio stile molto personale.

La sua figura non è solo legata alla voce, ma anche al personaggio elegante, raffinata, con un modo interpretativo che combinava sensualità, malinconia e maturità. È stata riconosciuta come “grande signora” della canzone italiana. Canzoni come “Senza fine”, “Che cosa c’è”, “Una ragione di più”, “L’appuntamento”, “La voglia, la pazzia, l’incoscienza e l’allegria” resteranno nella storia della musica italiana per sempre.

Aveva dichiarato: “non ho paura della morte. Capirò quando sarà il momento di andarmene, quando sarò inutile alla vita e la vita sarà inutile a me. Non voglio fare come mia zia, che ha vissuto fino a 107 anni: un tormento. Aveva la mente lucida e il corpo infermo. Non riusciva a morire ed era disperata. Guardava il soffitto e mormorava: “Signore, portami via...”.