La mappa del voto di New York: Mamdani vince fra gli ‘ultimi’ e la sinistra italiana lo esalta. Ma non erano il partito Ztl?

L'ultima giravolta della sinistra italiana: Mamdani è il nuovo 'eroe' perchè vince con le periferie di New York, ma in Italia l'Opposizione giustificava le sconfitte elettorali vantandosi del voto 'dei migliori'

And so it begins“. Chissà se Donald Trump quando, questa notte, dopo le elezioni newyorkesi, ha scritto su “Truth” queste 4 parole, ha fatto riferimento all”inizio’ della caterva di post e dichiarazioni di giubilo della sinistra italiana. Perchè sono arrivati puntuali, come prevedibile. Dopo le scoppole nazionali regionali in Italia, PD e soci sono dovuti finire al di là dell’Oceano per poter festeggiare qualcosa che abbia a che fare con la politica.

La vittoria del musulmano Zohran Mamdani, socialista democratico (l’ala più ‘a sinistra’ del partito), alle elezioni per la scelta del nuovo sindaco di New York, è stata festeggiata come un successo non solo su Andrew Cuomo, ma anche sul suo principale sostenitore, Donald Trump, è in generale sulla destra.

Il comune denominatore delle dichiarazioni della sinistra, da Schlein in giù, è stato: “ha vinto perchè ha dato voce agli ultimi“. Ed è vero, tra poco analizzeremo anche la mappa del voto newyorkese. Prima però, va fatta una precisazione. Fratoianni, fra i vari festeggiamenti dem, ha parlato di “nostro programma“, quasi a voler profetizzare che quanto successo negli USA può ripetersi anche in Italia, in futuro, magari su scala nazionale, visto che quello di Madmani sarebbe “anche il programma della sinistra italiana“.

E qui il sogno si scontra con la realtà. La sinistra italiana, fino a ieri notte, prima che Mamdani venisse eletto, usava “gli ultimi” come giustificazione della vittoria della destra!

La mappa del voto newyorkese: Mamdani vince ‘dal basso’

Per chiarire meglio il quadro generale analizziamo la mappa del voto di New York City con le varie zone della città colorate a seconda delle preferenze elettorali espresse per i vari candidati. Si può vedere, per esempio, nella parte ovest di Brooklyn il “commie corridor“, colorato di blu scuro, zona in cui Mamdani ha preso l’80%. La parte afroamericana del Sud Queens ed Est Brooklyn ha visto Mamdani staccare di 10 punti percentuali Cuomo, lo stesso vale per il Bronx, notoriamente uno dei quartieri più poveri e difficili della città.

La zona sud di Brooklyn, in Cuomo ha trionfato con l’80% è, invece, a forte densità ebraica: essendo Cuomo filo israeliano e sostenuto da Trump che ha, letteralmente, invitato gli ebrei newyorkesi a non votare per il musulmano Mamdani, appare comprensibile questa sproporzione rispetto alle altre zone.

Staten Island e Nord-Est Queens sono, invece, zone più suburbane e pro Cuomo. A Manhattan, l‘Upper East Side (quartiere ricco) si è espresso per Cuomo, il resto per Mamdani.

Mappa voto elezioni sindaco New York

La sinistra italiana abbandona il modello Ztl?

Il voto newyorkese ha ribaltato quanto accaduto nelle ultime elezioni occidentali, comprese quelle americane e, ovviamente, italiane: la sinistra è tornata ad avere l’appoggio del popolo. In Italia, la stessa sinistra, è stata etichettata come “partito della Ztl”, a causa delle preferenze raccolte nei centri storici o residenziali delle grandi città. Un ‘classismo elettorale’ di cui l’Opposizione si è spesso vantata, addolcendo le sconfitte elettorali con un pensiero che sottolinea come i benestanti, gli acculturati, ‘i migliori’ votano a sinistra; i ceti medio bassi, la gente di provincia, quelli ‘meno studiati’ (quindi facili da abbindolare) votano a destra.

Una riflessione a metà fra l’autoerotismo radical chic e l’ammissione di aver maturato un distacco netto da quella parte di popolazione che da sempre trova nella sinistra un punto di riferimento e che oggi, invece, si sente tutelata/rappresentata dalla destra.

Negli USA questo paradigma si è ribaltato: Cuomo, candidato appoggiato da Trump (che seppur indipendente possiamo posizionare a destra) ha fatto il pieno dei voti nelle zone più nobili e ricche, Mamdani (candidato di sinistra) ha trionfato grazie al supporto delle periferie, dei ghetti, delle zone meno abbienti. E all’opposizione nostrana è piaciuto. Dunque, c’è da aspettarsi che la sinistra italiana abbandoni finti intellettuali, woke, proteste monetizzabili e torni a concentrarsi sui problemi reali delle persone riconquistando il proprio elettorato per antonomasia, ormai trascurato? Chissà che comportarsi ‘da sinistra’, se sei la sinistra, funzioni davvero…