“La ripresa e l’accentuazione di un percorso di riduzione della spesa rappresenta una condizione ineludibile per garantire il graduale rientro del debito, obiettivo da attuarsi, nel quadro delle nuove regole della governance economica europea, attraverso un tracciato ben definito di spesa netta finanziata a livello nazionale. In questo contesto, i nuovi interventi di taglio disposti in manovra rendono particolarmente ambizioso l’obiettivo della spending review“. Così Mauro Orefice, presidente di coordinamento delle Sezioni riunite in sede di controllo della Corte dei Conti in audizione sulla manovra. “Essi vanno ad aggiungersi – ha aggiunto – a quelli già disposti nelle precedenti leggi di bilancio, facendo così crescere l’impatto su ciascun esercizio 2026-2028 ad oltre 7 miliardi (circa 22 miliardi nel triennio in discorso)“.
Corte dei Conti: “effetto massimo taglio Irpef sopra 50 mila euro”
Il beneficio della riduzione della seconda aliquota Irpef è “pensato per i contribuenti con reddito superiore ai 28.000 euro ma, in sede di concreta attuazione, tende a riconoscere un effetto massimo verso i contribuenti con reddito pari o superiore ai 50.000 euro fino ai 200.000 euro“. Lo rileva Mauro Orefice, presidente di coordinamento delle Sezioni riunite in sede di controllo della Corte dei Conti, in audizione sulla manovra. “L’operatività del meccanismo per sterilizzare l’aumento per i contribuenti superiori a 200.000 euro è, inoltre, eventuale poiché dipende dall’esistenza di detrazioni pari alla minore imposta“, aggiunge. Inoltre, “considerando anche le addizionali regionali e comunali“, la Corte dei Conti segnala che la riduzione dell’aliquota legale “ha la conseguenza di rendere incapienti (ovvero l’imposta lorda diviene minore delle detrazioni ammissibili) alcuni contribuenti con redditi superiori a 28 mila euro. Dal punto di vista numerico i soggetti interessati sono pochi, ma il beneficio fiscale conseguente è per loro piuttosto elevato“.
Corte dei Conti: “da rottamazione rischio erario finanziatore morosi”
Per quanto riguarda la rottamazione “la disciplina introdotta diverge parzialmente dai precedenti interventi normativi perché limita la possibilità di ricorrere alla definizione agevolata ai soli casi nei quali il contribuente ha omesso il versamento delle imposte sul reddito e sul valore aggiunto, comunque oggetto di dichiarazione, e agli accertamenti formali e cartolari sulle dichiarazioni” ma “se anche il perimetro è limitato” l’intervento “sconta, comunque, le criticità, più volte sottolineate dalla Corte, e, in particolare, la possibilità che la misura possa ridurre la compliance fiscale, il rischio che l’Erario possa diventare un ‘finanziatore’ dei contribuenti morosi, incentivando l’omesso versamento come forma di liquidità, l’incertezza sugli effetti sui saldi di finanza pubblica“. Lo ha detto Mauro Orefice, presidente di coordinamento delle Sezioni riunite in sede di controllo della Corte dei Conti in audizione sulla manovra.
Corte dei Conti: “perplessità su modifiche a Isee”
“Qualche perplessità suscita la modifica di alcuni parametri tecnici per il calcolo dell’indicatore della situazione economica delle famiglie (Isee) che, pur nello sforzo di includere nella platea dei beneficiari delle misure assistenziali i nuclei familiari economicamente fragili, dovrebbe comunque assicurare la coerenza logica interna tra le diverse determinanti che si è nel tempo sviluppata coinvolgendo esperienze e competenze specifiche“. Lo afferma Mauro Orefice, presidente di coordinamento delle Sezioni riunite in sede di controllo della Corte dei Conti in audizione sulla manovra.
Corte dei Conti: “in manovra mancano misure per far fronte ai dazi”
“In relazione all’internazionalizzazione del sistema delle imprese è previsto l’incremento di alcuni fondi mentre non risultano delineate misure per far fronte alle situazioni di crisi ed alle tensioni generate dalla “politica dei dazi” che si sta imponendo a livello internazionale“. Lo rileva Mauro Orefice, presidente di coordinamento delle Sezioni riunite in sede di controllo della Corte dei Conti in audizione sulla manovra. La Magistratura contabile fa anche notare che si “ripropone, ancora, una misura in favore del settore turistico per incrementare l’attrattività turistica e consentire una destagionalizzazione che permetta la redistribuzione dei flussi in periodi diversi dell’anno o in località sinora interessate marginalmente, già prevista nella legge di bilancio del 2025 ma rimasta inattuata per la mancata adozione dei provvedimenti attuativi“.
Corte dei Conti: “norma su affitti brevi rischia di aumentare nero”
“La differenza di regime fiscale potrebbe incidere negativamente incentivando il fenomeno delle locazioni brevi non dichiarate“. Lo afferma Mauro Orefice, presidente di coordinamento delle Sezioni riunite in sede di controllo della Corte dei Conti in audizione sulla manovra commentando le misure della legge di bilancio relative agli affitti brevi, che alzano l’aliquota della cedolare secca dal 21 al 26 per cento.
