Fuori dal coro, lo scandalo in diretta: insulti sessisti all’inviata durante il servizio sulle baraccopoli di San Ferdinando e Taurianova

Cinque comuni calabresi hanno avuto 15 milioni per smantellare gli insediamenti dei braccianti, ma nulla si muove. Scandalo per l’insulto sessista del commissario Falco all’inviata

In diretta su Rete 4, Fuori dal coro ha mandato in onda un servizio dedicato all’abolizione delle baraccopoli nella Piana di Gioia Tauro (Reggio Calabria), con focus su San Ferdinando e Taurianova. Un’inchiesta sul campo che ha mostrato come, nonostante la disponibilità di 200 milioni di euro destinati dall’Europa al superamento degli insediamenti abusivi e al ricollocamento dei braccianti agricoli in tutta Italia, i fondi non vengano utilizzati.

Secondo quanto riportato nel servizio, in Calabria cinque comuni hanno ricevuto 15 milioni di euro: a tre anni dall’assegnazione, però, tutto è fermo e i soldi rischiano di andare perduti. Una fotografia che restituisce immobilismo e ritardi proprio laddove l’urgenza abitativa e la dignità del lavoro imporrebbero risposte rapide e concrete.

L’episodio: l’insulto all’inviata in diretta

Nel corso della realizzazione del servizio, la giornalista Costanza Tosi ha provato a chiedere spiegazioni a Maurizio Falco, Commissario Straordinario per il superamento delle Baraccopoli. La risposta, gravissima: Falco l’ha definita “puttana di merda”.

Un epiteto sessista, offensivo e intollerabile, tanto più se pronunciato da un rappresentante delle istituzioni. Un attacco che non colpisce solo la persona, ma svilisce la professionalità giornalistica e il diritto di cronaca, trasformando un confronto doveroso sulle responsabilità pubbliche in un’aggressione verbale.

Il contesto: fondi disponibili, ma fermi

Il servizio ha ricostruito un dato cruciale: l’Europa ha messo a disposizione 200 milioni di euro per chiudere le baraccopoli e ricollocare i braccianti in soluzioni dignitose. Eppure, nella realtà raccontata dalle immagini e dalle testimonianze, quel denaro resta bloccato.

In Calabria, dove 5 comuni hanno ricevuto 15 milioni, da tre anni non si vede alcun avanzamento. Il rischio è concreto: perdere risorse pensate per superare precarietà abitative e vulnerabilità sociali, lasciando intatti insediamenti che negano diritti fondamentali.

La reazione in studio

Dopo il servizio, il conduttore Mario Giordano ha preso posizione con parole nette: “Sono senza parole, caro prefetto Falco! Credo che le scuse alla nostra bravissima inviata, che stava facendo un servizio necessario e che le chiedeva informazioni, non bastino! Le sue parole sono inaccettabili e lei se ne deve andare!”.

Una condanna che sottolinea l’inaccettabilità dell’accaduto e richiama alla responsabilità chi ricopre incarichi pubblici.

Perché è uno scandalo

Sessismo e istituzioni: un insulto del genere, rivolto a una donna e a una professionista, è doppiamente grave se proviene da chi dovrebbe garantire rispetto, trasparenza e dialogo con i cittadini. Bavaglio alla stampa: colpire una giornalista che chiede conto dell’uso dei fondi pubblici significa ostacolare il controllo democratico.

Danno alla credibilità pubblica: mentre 200 milioni attendono di essere spesi per abolire le baraccopoli, il dibattito viene oscurato da una violenza verbale che devia l’attenzione dalle responsabilità e dalle soluzioni.

La questione resta aperta

Il servizio ha messo al centro due fatti: i fondi ci sono, e non vengono usati. La vicenda dell’insulto non può diventare un diversivo: è un campanello d’allarme su come si risponde alle domande legittime dei giornalisti e, soprattutto, su quando si intende intervenire per chiudere gli insediamenti e ricollocare i braccianti in abitazioni dignitose.

Finché San Ferdinando e Taurianova resteranno simboli di una promessa mancata, l’urgenza non riguarderà solo i toni del confronto pubblico, ma la credibilità concreta delle politiche per superare le baraccopoli.