“Fuffa 2.0”, la conferenza più inutile della storia: la Reggina rischia l’Eccellenza ma tranquilli, stanno “lavorando”

Quella di oggi della Reggina, come da previsione, si è rivelata una conferenza stampa inutile, la perfetta fotocopia di quella del 18 luglio scorso. Da Praticò e Bonanno tanta "fuffa", banalità e vittimismo. Dire tanto per non dire niente

E’ arrivata la conferma, ma era solo questione di tempo. I tifosi della Reggina si aspettavano altro, ma i protagonisti non erano quelli deputati a recitare quel ruolo. Quella di oggi, come da previsione, si è rivelata una conferenza stampa inutile, la perfetta fotocopia di quella del 18 luglio scorso. Prendete quella, estraete i contenuti e riportateli a al confronto odierno. Medesime le modalità, medesimi i toni, medesimi i contenuti. Scontato, ma lo avevamo detto. Non c’era da aspettarsi altro. Di certo, questo è chiaro, la tifoseria attendeva Nino Ballarino. Che però non c’era, non c’è, è andato via nel primo tempo di Reggina-Vigor Lamezia e non è stato presente neanche contro l’Igea Virtus.

La città voleva sentire lui, insieme a Falcomatà e Brunetti. Quella conferenza, sì, aveva senso di esistere. Di quella di oggi, in tutta sincerità, ne avremmo fatto volentieri a meno. Non dimentichiamoci che la Reggina si ritrova a lottare per non retrocedere in Eccellenza. Non era mai successo nella storia. Già è un disastro solo continuare ad annaspare in Serie D, figurarsi poi a lottare per l’Eccellenza. Un dramma, una tragedia, un qualcosa di cui vergognarsi fino all’ultimo dei propri giorni. Talmente tanto da evitare di dire qualsiasi cosa, qualsiasi cosa che possa andare oltre lo stretto necessario. Già risultano fuori luogo e fuori tema le parole di queste settimane di Alfio Torrisi. Questa mattina, poi, opera completata.

La fotocopia della conferenza del 18 luglio, un susseguirsi di banalità e vittimismo

La conferenza stampa è, come detto, la ripetizione di quella estiva. Un susseguirsi di risposte scontate, banali e che non interessano più a nessuno. “Stiamo dicendo, stiamo facendo, stiamo lavorando”. E poi elogi, “noi facciamo i fatti, noi siamo bravi, noi siamo belli”. Con quell’aggiunta di vittimismo che non guasta mai: “vergognosi gli attacchi ricevuti, io sono qua e rispondo a tutti”. Viene da sorridere a sentir parlare il DG quando fa la morale sugli stipendi. E’ stizzito: “ogni conferenza dobbiamo dire la stessa cosa, gli stipendi sono pagati regolarmente, dovrebbe essere scontato ma capisco che a Reggio Calabria non lo sia”. Ma lo ha detto davvero? Proprio lui? Senza stare a rivangare il recente passato, ma vogliamo per caso – dal momento che si parla di stipendi e puntualità – tornare a dicembre 2018?

E poi quella solita “storiella” sui mancati interessamenti per rilevare la società. Non ci crede più nessuno. Non è vero che in questi due anni non si è avvicinato nessuno, e loro lo sanno bene, lo sa bene quantomeno il proprietario, Nino Ballarino, che ha anche confermato pubblicamente il contatto con Gallo. Che sì, lo abbiamo detto e scritto in tutte le salse, era interessato e ha anche avanzato una proposta.

Come al solito, però, propaganda. E… “fuffa”, tanta “fuffa”. Esattamente come quel 18 luglio. Una conferenza, quella, che fu l’inizio della fine. Pagina inondata di commenti di sdegno, e poi i risultati lo confermarono. Per tagliare la testa al toro, questa volta, il club ha ben pensato di disattivare i commenti sulla diretta YouTube. Proprio un bel modo per comprimere il dissenso e provare a calmare una contestazione che pare sia soltanto all’inizio. Complimenti a chi l’ha pensata e a chi l’ha messa in atto. L’ennesimo segnale di mancata trasparenza in un club che non si è dimostrato affatto campione in questo. E poi ci chiediamo come facciano ancora a credergli.

Oggi, di mercato, Sant’Agata e risultati, non importa a nessuno

Però, a sentire Bonanno e Praticò, va tutto bene. Loro sono ancora convinti di vincere il campionato e pensano, a loro volta, di imbonire i soliti, quelli eccitati per la vittoria a San Cataldo e per il pari ad Acireale. Quanti saranno? Chi ci crede ancora? Ma lo hanno capito che oggi alla gente non interessa neanche più il risultato? Lo hanno capito che al momento anche soltanto vincere il campionato non importerebbe alla città? Lo hanno capito che non gli importa neanche del mercato, del Sant’Agata e di tutto ciò che è stato? Lo hanno capito che parlare di questo è vergognoso e irrispettoso nei confronti dei tifosi? Lo hanno capito che oggi la Reggina è in zona playout e, finisse oggi il torneo, dovrebbe giocare lo spareggio per non retrocedere? Lo hanno capito che non è normale che, sistematicamente, ogni anno, i giocatori più importanti ingaggiati in estate decidano di andare via? E’ successo con Ba, Bonacchi e Rajkovic l’anno scorso, sta succedendo di nuovo con Montalto e Blondett?

E’ questo il motivo per cui oggi, sentir parlare di nuovi arrivi, di Sant’Agata, di ringraziamenti alla politica (con che faccia?), di “auto-elogi”, non serve a nulla, praticamente a nulla. La gente voleva sentir parlare altre persone, non di certo due “parafulmine”. La gente vuole sentire Ballarino, Falcomatà, Brunetti, e vuole che siano chiari nel parlare, che dopo due anni chiedano scusa alla città e che dopo due anni lavorino – in simbiosi, come fatto finora d’altronde – per trovare una soluzione. Una soluzione che non sia l’attaccante di 63 anni ingaggiato perché lo chiede la piazza, perché è di Reggio e ha il negozio in centro, perché è parente del Sindaco o perché serve per la campagna abbonamenti. No, questo non ha più senso e non importa più.

La tifoseria vuole che la politica, dopo aver creato questo ingarbugliato e indecoroso scenario, faccia altrettanto per sbrogliarlo. Con ogni modalità possibile. Preparando un’alternativa forte e mettendo alle spalle il club, se necessario anche con l’impedimento a utilizzare Granillo e Sant’Agata. E’ chiedere troppo all’Amministrazione, è vero, considerando cosa questo allegro “trio” sia riuscito a mettere in scena in questi anni. Eppure, il buon Carmelo Versace continua imperterrito a dirsi felicissimo per la delibera di ieri sul Sant’Agata, che tutto sembra meno che sbarrare la strada a questa società.

E allora continuate così. Continuate ad eccitarvi per l’ennesimo arrivo dal mercato che vi spacceranno come il nuovo Maradona di Barcellona Pozzo di Gotto. Continuate ad eccitarvi per un pari ad Acireale ed esultate pure qualora dovesse arrivare una salvezza all’ultimo respiro ai playout, così ci evitiamo un bel derby contro il Brancaleone. Questa mediocrità vergognosa l’ha voluta la città, dormiente e accomodante, nonché complice di una politica miope, egoista e provinciale. Anzi, dilettante, proprio come la categoria in cui milita la Reggina…