Continua la lotta alla criminalità e al terrorismo che l’Amministrazione Donald Trump sta operando negli USA. E che, in base alle ultime decisioni prese, riguarda anche l’Italia. Il Dipartimento di stato americano ha inserito 4 gruppo dell’anarchismo radicale nella lista degli “Specially Designated Global Terrorists” (SDGTs). Tra di essi figura anche il nome della Federazione Anarchica Informale/Fronte Rivoluzionario Internazionale (Fsi/Fri), la principale espressione italiana dell’anarco-insurrezionalismo.
Le altre tre sono: la tedesca Antifa Ost, ritenuta responsabile di aggressioni contro individui ritenuti vicini agli ambienti della destra radicale e accusato di una serie di attacchi compiuti a Budapest nel 2023 (classificato come organizzazione terroristica anche in Ungheria dal 2025, ndr); due gruppi greci di matrice anarchica, Armed Proletarian Justice e Revolutionary Class Self-Defense, individuati come responsabili di attentati e tentativi di attentato con ordigni esplosivi improvvisati contro obiettivi governativi e infrastrutture civili, talvolta motivati da posizioni anti-capitalistiche e da posizioni ProPal.
“Oggi, sulla base dello storico impegno di Potus per sradicare la campagna di violenza politica di Antifa, il Dipartimento di Stato designa quattro gruppi Antifa come Organizzazioni Terroristiche Straniere e Terroristi Globali Specialmente Designati. Gli Stati Uniti continueranno a utilizzare tutti gli strumenti disponibili per proteggere la nostra nazione da questi gruppi terroristici antiamericani, anticapitalisti e anticristiani”, ha dichiarato il segretario di Stato statunitense, Marco Rubio, commentando la misura che anticipa l’inclusione ufficiale delle organizzazioni nel registro delle Foreign Terrorist Organizations (Fto), prevista per il 20 novembre 2025.
La rete europea del terorrismo
Secondo il Dipartimento di Stato, i gruppi organizzati in questione opererebbero in una sorta di rete europea caratterizzata da cellule autonome con ideologie ostili allo Stato e alla democrazia. Il provvedimento espresso congela i beni negli USA, esprime il divieto di transazioni con soggetti americani e determina il rischio di sanzioni secondarie per individui o entità di Paesi terzi che dovessero intrattenere rapporti con tali gruppi.
Fai/Fri
Secondo i servizi di intelligence italiana, Fai/Fri è una rete a struttura “orizzontale”, composta da cellule autonome che condividono idee anarco-insurrezionaliste e l’azione diretta armata. La sigla rifiuta ogni forma di coordinamento centrale e si definisce “informale”, un’impostazione che garantisce anonimato, indipendenza operativa e assenza di gerarchie interne.
Fai/Fri, attiva fin dagli anni 2000, ha rivendicato diverse azioni contro istituzioni politiche, giudiziari ed economiche rappresentanti lo stato o il “capitalismo”. Nel 2010, a Roma, la rete ha rivendicato gli attentati contro le ambasciate di Svizzera e Cile. Nel 2012, il “Nucleo Olga”, riconducibile alla federazione, ha rivendicato il ferimento di Roberto Adinolfi, dirigente di Ansaldo Nucleare, indicato come promotore del ritorno del nucleare in Italia.
Secondo Washington, Fai/Fri riuscirebbe a ispirare o connettere cellule attive anche in Sud America e in Asia.
