Trump sull’Air Force One: “Netanyahu uomo giusto al momento giusto. Se andrò in paradiso? No, ma…”

Donald Trump parla con i giornalisti sull'Air Force One: la pace a Gaza e il vertice internazionale in Egitto i temi principali

Nella mattinata odierna, Donald Trump è arrivato a Tel Aviv, accolto presso l’aeroporto “Ben Gurion” dal presidente israeliano Isaac Herzog e dal premier Benjamin Netanyahu, accompagnati dalle rispettive mogli. All’aeroporto ci sono anche l’inviato della Casa Bianca, Steve Witkoff, la figlia Ivanka Trump e il genero Kared Kushner, che sabato avevano parlato davanti a migliaia di israeliani riuniti nella piazza degli Ostaggi a Tel Aviv, per celebrare la prima parte dell’accordo con Hamas.

L’ambasciatore israeliano a Washington, Yehiel Leiter, ha scritto su ‘X’ che Trump, all’aeroporto, gli ha detto: “sai che tuo figlio ti sta guardando con un sorriso, lo sai, vero?“. E a quel punto ”il mio cuore è scoppiato”, ha scritto l’ambasciatore. Il figlio di Leiter, il maggiore riservista Moshe Yedidia Leiter, è stato ucciso nei combattimenti nella Striscia di Gaza nel 2023.

L’intervista sull’Air Force One

L’accordo di pace per Gaza “potrebbe essere la cosa più importante a cui abbia mai preso parte, il mio più grande successo“, aveva dichiarato Trump nel corso di un’intervista telefonica rilasciata ad Axios mentre si trovava a bordo dell’Air Force One diretto in Israele. Trump ha detto che invierà un messaggio di “amore e pace per l’eternità“.

Parlando invece della Cerimonia per la pace a Gaza alla quale parteciperà nel pomeriggio a Sharm el-Sheikh, Trump ha affermato di non sapere come mai il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu non sia stato invitato e sottolineando che la lista dei partecipanti era stata stilata dagli organizzatori egiziani. ”La varietà dei Paesi presenti è una dimostrazione che il mondo è unito attorno al mio piano” per la fine della guerra a Gaza, ha aggiunto il presidente americano definendo ”positiva”, ha sottolineato Trump, la presenza alla cerimonia del presidente dell’Autorità nazionale palestinese (Anp) Mahmoud Abbas.

Il “Comitato per la Pace” interverrà per governare “molto rapidamente” la Striscia di Gaza dopo che ”la guerra è finita”, ha aggiunto Trump. ”So chi ne farà parte, ma non sono pronto a rivelarlo”, ha proseguito affermando di aver parlato con Tony Blair, ma di dover prima scoprire “se è una scelta accettabile per tutti“.

Trump ha spiegato che ”la ricostruzione di Gaza inizierà immediatamente’‘, anche se ”ci vorrà tempo” perché questo processo venga concluso, ma ”questa è la prima occasione di pace” che Gaza ”ha avuto da secoli. E’ sempre stata una zona molto molto strana”.

Parole al miele per Netanyahu che il tycoon ha definito ”la persona giusta al momento giusto. Ho avuto alcune divergenze con lui e sono state risolte rapidamente“.

Elogi anche per il Qatar che ha svolto un ”ruolo straordinario” per il raggiungimento dell’accordo tra Hamas e Israele sul piano di pace. Trump ha spiegato che il Qatar si trova ”in mezzo a un territorio incredibilmente ostile”, sostenendo che ”è stato molto pericoloso e molto duro per Doha, ma sono stati molto coraggiosi. E’ il momento che il Qatar inizi a ricevere un po’ di rispetto”. A un giornalista che gli ha ricordato come nel 2017 avesse accusato il Qatar di finanziare il terrorismo, Trump ha risposto che in quel momento non conosceva Doha molto bene.

Non credo che ci sia niente che mi porterà in Paradiso“, insomma, ”non sono sicuro di andarci, forse non sono destinato al Paradiso”. Ma in ogni caso ”ha reso la vita di molte persone decisamente migliore”, ha risposto Trump a un giornalista gli ha chiesto se il suo impegno per la pace lo avrebbe aiutato a entrate in Paradiso. “Potrei essere in Paradiso adesso, mentre voliamo sull’Air Force One”, ha aggiunto.