Nella giornata di ieri, Trump e Putin si sono sentiti telefonicamente. Si è parlato di chiamata produttiva, franca e incoraggiante, su entrambi i fronti, aprendo alla possibilità di un incontro a Budapest tra i due, che farebbe seguito all’ultimo di agosto in Alaska. Proprio in merito a quest’ultimo confronto, un articolo del Financial Times ha svelato alcuni dettagli privati andati in scena tra i due a ferragosto. Dettagli da cui emergerebbe tutto il contrario rispetto alla cordialità e ai sorrisi mostrati all’inizio da Trump nell’accoglienza a Putin. Il capo del Cremlino, infatti, avrebbe assunto un atteggiamento particolarmente chiuso e aggressivo, che avrebbe portato il numero uno USA a minacciare di andare via e a chiudere l’incontro.
Secondo quanto fornito dal noto quotidiano britannico, infatti, Putin ha respinto l’offerta degli Stati Uniti di alleviare le sanzioni in cambio di un cessate il fuoco, insistendo che la guerra sarebbe finita solo se l’Ucraina si fosse arresa e avesse ceduto più territorio nel Donbass. Il presidente russo ha poi tenuto una lunga digressione storica che spaziava dai principi medievali come Rurik e Jaroslav il Saggio. Colto di sorpresa, Trump ha alzato la voce diverse volte e a un certo punto ha minacciato di andarsene, hanno detto le persone al Financial Times. Alla fine ha interrotto l’incontro.
A questa ricostruzione, fanno seguito le parole del giornalista e capo dell’ufficio di Mosca del Financial Times, Max Seddon: “Putin ha trascorso i successivi due mesi lodando Trump in pubblico. Sembra aver funzionato: Trump ha fatto un’inversione di rotta per fornire all’Ucraina missili Tomahawk e ha accettato di incontrare Putin a Budapest. Ma il summit in Alaska ha segnato un punto basso nelle loro relazioni, uno in cui Putin potrebbe aver esagerato nel giocare le sue carte”.
