Se pensavate che i problemi di Reggio Calabria si limitassero alla gestione dei rifiuti, beh, vi sbagliavate di grosso. La città ha appena lanciato una “innovativa” iniziativa che combina il meglio del disastro infrastrutturale con l’arte del non fare nulla, e dove, naturalmente, non possono mancare i rifiuti. Di che cosa stiamo parlando? Del “nuovo” svincolo delle bretelle Sant’Agata, il più grande monumento alla burocrazia che non funziona.
Il sistema di rifiuti: evoluzione, ma non troppo
L’amministrazione comunale, che si distingue per la sua capacità di “progettare” a lungo termine (nel senso che i progetti non vengono mai portati a termine), ha pensato bene di sfruttare l’incantevole scenario dell’abbandono per lanciare un nuovo sistema di raccolta rifiuti che sembra uscito dritto da un manuale di satira politica. Cosa c’è di più “green” che lasciare immensi cumuli di immondizia proprio all’interno di uno svincolo autostradale mai aperto? È il simbolo del futuro! Le bretelle, che sarebbero dovute un nuovo snodo di collegamento della città, sono ormai il palcoscenico perfetto per una rassegna di spazzatura varia, raccolta in maniera perfetta e accantonata a creare un muro di rifiuti .
Il nuovo svincolo Sant’Agata, un progetto che doveva “snellire” il traffico cittadino e migliorare la viabilità, è ormai un luogo di culto per chi cerca l’autentica bellezza dell’inutile. I lavori sono fermi da 10 anni, nonostante gli annunci vuoti di Falcomatà. L’infrastruttura è pronta con l’asfalto già realizzato, a differenza di tante altre strade aperte alla viabilità ma senza asfalto, che paradosso!! e pronta ad essere inaugurata… ma non lo è mai stata perchè il Comune non ha completato i lavori a valle.
I lavori dell’ANAS dopo il protocollo Ciucci-Scopelliti nel 2009
Per capire quanto la politica influenzi le condizioni del territorio, basta fare una veloce ricerca cronologica per evidenziare chi realizzava la città del futuro, con investimenti in modernità, e chi poi ha fermato tutto. Era il 2009 quando l’ANAS annunciava sul suo sito ufficiale di aver sottoscritto una convenzione con l’allora Sindaco Scopelliti per realizzare lo svincolo, poi effettivamente completato in poco tempo. Il Comunicato ufficiale dell’epoca:
“L’Anas e l’Amministrazione comunale di Reggio Calabria hanno firmato una convenzione per definire le attività finalizzate alla progettazione, all’appalto e all’esecuzione dei lavori per il completamento dello svincolo sul Torrente Sant’Agata, situato al km 4,750 del Raccordo Autostradale di Reggio Calabria.
“La firma della convenzione per lo Svincolo sul Torrente Sant’Agata – ha affermato il Presidente dell’Anas, Pietro Ciucci – è indicativa del costante impegno profuso dall’Anas non soltanto nell’ambito delle grandi vie di comunicazione e della realizzazione di grandi opere, ma anche nell’ambito di interventi che, seppur considerati minori, sono in grado di produrre grandi benefici ai cittadini in termini di viabilità, di tempi di percorrenza e, non da ultimo, di sicurezza, e testimonia ancora una volta lo spirito di collaborazione tra l`Anas e il Comune di Reggio Calabria”.
Il progetto per lo svincolo Sant’Agata del Raccordo Autostradale di Reggio Calabria è redatto dal Comune di Reggio Calabria e risulta inserito, sotto il profilo realizzativo finanziario, nel Contratto di Programma Anas 2007-2011 – Appaltabilità 2009, per un importo di 5 milioni e mezzo di euro.
La zona interessata dal progetto si inquadra nell’Area urbana della Zona Sud di Reggio Calabria ed è caratterizzata da alcuni poli di attrazione già esistenti e da altri programmati, quali l’Aeroporto di Reggio Calabria e le costruende bretelle di collegamento sul Torrente Sant’Agata, trasversali al Raccordo Autostradale.
Il sistema della mobilità dell’area si articola prevalentemente lungo due itinerari: quello costiero, con funzione esclusivamente locale, e quello del Raccordo Autostradale di Reggio Calabria, il cui traffico risulta però promiscuo, essendo a servizio sia della mobilità urbana che di attraversamento dell’area di Reggio Calabria. Attualmente, l’interferenza tra il traffico autostradale e quello locale genera frequenti intasamenti delle rampe di accesso e di uscita presso gli svincoli di Reggio Calabria “Modena” e “Arangea”. Tra le rampe di tali svincoli insistono peraltro numerose immissioni pubbliche e private, che hanno generato una viabilità complessa e altamente caotica.
Lo sviluppo dell’area Sud della città, all’interno della quale insiste il progetto, non è solo una mera operazione ristretta alla realizzazione di opere infrastrutturali, ma è l’occasione per creare un nuovo circuito in grado di cambiare il volto del territorio di numerose circoscrizioni, grazie anche al progetto “Riurb” dell’Amministrazione comunale, del nuovo svincolo “Aeroporto” della strada statale 106, e del progetto, in itinere, per la riqualificazione, più a monte, di un vasto tratto del Torrente Sant’Agata. Le opere appena citate, assieme alla viabilità in progetto, consentiranno pertanto di dotare la zona Sud di un’estesa rete viaria che porrà fine alla carenza di collegamenti e ai conseguenti rallentamenti della circolazione dell’area, anche attraverso il decongestionamento degli altri svincoli.
Lo svincolo Sant’Agata (che sarà realizzato a cura dell’ANAS) e le relative aste di collegamento lungo il torrente (che saranno realizzate a cura del Comune di Reggio Calabria) una volta in esercizio saranno opere correlate e complementari, in quanto costituiscono un sistema viario di scambio tra la parte Sud della città e la rete stradale principale (Raccordo Autostradale-Autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria in direzione Nord e Raccordo Autostradale-Strada Statale 106 in direzione Sud), consentendo un’accessibilità facilitata e diretta alle aree urbane ad oggi solo parzialmente garantita dagli altri Svincoli di “Modena” e di “Arangea`.
I lavori consistono principalmente nella realizzazione di uno svincolo con relative rampe verso la sede viaria comunale. Il nuovo svincolo sarà costituito da allargamenti in sede del rilevato esistente, da nuove rampe da realizzare fuori sede nonché da opere di sostegno, considerate le notevoli altezze dei rilevati rispetto al piano campagna attuale. Le opere d’arte principali consistono in un ponte di attraversamento del canale Sant’Agata e in un prolungamento di un sottopasso esistente (via Sant’Agata al fiume). Il progetto prevede inoltre la realizzazione dell’impianto di illuminazione artificiale nonché dei tombini idraulici per la canalizzazione delle acque di fossi ed opere di canalizzazione delle acque di pioggia superficiali“.
L’avvento di Falcomatà e il blocco totale dei cantieri
Nell’autunno del 2014 vince le elezioni Giuseppe Falcomatà. Lo svincolo è già completato, ma mancano i lavori a valle, quelli delle bretelle lungo le aste del Sant’Agata. Il nuovo Sindaco di impiega quasi due anni per affrontare il problema, e finalmente a gennaio 2017 fa un sopralluogo e il 17 gennaio divulga un comunicato stampa annunciando l’avvio dei lavori:
“Sono stati avviati questa mattina, alla presenza del Sindaco Giuseppe Falcomatà, i lavori per i collegamenti viari sulle golene del Torrente Sant’Agata, tra la Strada Statale 106 jonica e la zona sud di Reggio Calabria. Il progetto prevede due aste di collegamento, in direzione mare/monte e monte/mare, adiacenti agli argini del Torrente, tra i quartieri di Modena, San Sperato, Gallina e Arangea che saranno messi in comunicazione con la zona di via Sbarre Centrali e l’area aeroportuale, con un intervento viario che ricalca quasi fedelmente quanto già realizzato con le bretelle sul Torrente Calopinace. Complessivamente l’intervento per le aste del Sant’Agata prevede una spesa di quasi 4 milioni di euro, finanziata con risorse Por Calabria Fesr 2007/2013 e del Par Calabria Fas 2007/2013, per una durata totale di esecuzione lavori di 22 mesi.
“Si tratta di un’opera strategica per la viabilità cittadina – ha spiegato il Sindaco a margine del sopralluogo – questo nuovo asse viario metterà in comunicazione alcuni quartieri importanti e popolosi, decongestionando il traffico veicolare a monte dell’area aeroportuale e velocizzando i collegamenti da e verso l’area collinare a sud della città”. “L’avvio di un nuovo cantiere sul comprensorio urbano rappresenta inoltre un ulteriore impulso all’economia cittadina – ha aggiunto il Sindaco – con le relative ricadute positive in termini sociali ed occupazionali. La città continua a crescere. Adesso vigileremo affinché l’opera sia completata nei tempi previsti e su chiesto chiediamo il supporto di tutti i cittadini che ci aiutino a controllare, attraverso la loro presenza, che il cantiere proceda speditamente”“.
Oggi, dopo dieci anni, è tutto fermo e abbandonato. Alla fine, però, non è tutto perduto: almeno Reggio Calabria ha qualcosa che nessun’altra città può vantare. Qui non solo i rifiuti sono un problema, ma sono anche un’attrazione turistica… a basso costo! Il perfetto emblema dell’Amministrazione Falcomatà!
