Il Partito Democratico sta “godendo”. E già questo dovrebbe far riflettere. Sta “godendo” perché la Corte dei Conti si è espressa negativamente su un’opera – il Ponte sullo Stetto – che andrebbe a cambiare definitivamente, per sempre e in positivo, lo sviluppo e il futuro dell’Italia, soprattutto del Sud e delle due Regioni più estreme, Calabria e Sicilia. In pratica, ma questa non è una sorpresa, non vuole lo sviluppo del proprio territorio. Lo hanno manifestato apertamente vari esponenti calabresi e reggini del PD, tra cui Irto e Falcomatà. Quest’ultimo parla di criticità, che però ancora non sono state esposte. E Panetta, segretario metropolitano del partito, fa lo stesso. Parla di “motivazioni carenti”, ma le stesse ancora non ci sono; verranno fornite entro 30 giorni.
Il comunicato di Panetta
“La decisione della Corte dei Conti di non ammettere al visto di legittimità la delibera Cipess n. 41/2025, che assegnava 13,5 miliardi di euro al progetto del Ponte sullo Stretto, rappresenta un passaggio di enorme rilievo istituzionale e conferma la presenza di gravi criticità tecniche e procedurali nel progetto” ha dichiarato Peppe Panetta, segretario della Federazione Metropolitana del Pd di Reggio Calabria. “I giudici contabili – spiega Panetta – hanno ritenuto di non procedere al visto di legittimità, richiamando rilievi sostanziali sul progetto: motivazioni carenti, incertezze finanziarie e ambientali, mancato parere del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici e dubbia conformità alle direttive europee su tutela ambientale e biodiversità. Sono osservazioni gravissime, che mettono in discussione la legittimità e la sostenibilità stessa dell’opera. Davanti a tutto questo, il Governo non può limitarsi agli attacchi strumentali ai magistrati contabili”.
Panetta sottolinea ancora “la premier Meloni parla di ‘intollerabile invadenza’, il ministro Salvini, al question-time, liquida la decisione come ‘scelta politica’ annunciando di voler comunque andare avanti e procedere alla registrazione della delibera Cipess esponendosi al rischio di una pioggia di ricorsi. È un comportamento sconcertante, che alimenta uno scontro tra poteri dello Stato proprio nel momento in cui il Parlamento sta discutendo la riforma della giustizia e della stessa Corte dei Conti. Attaccare un organo di garanzia perché esercita le proprie funzioni di controllo è un segnale allarmante per la democrazia e per la trasparenza nella gestione delle risorse pubbliche”.
“Il Ponte sullo Stretto – aggiunge il segretario dem – è diventato un totem propagandistico, agitato per distrarre l’opinione pubblica dalle vere emergenze come la mancanza di Alta Velocità, il collasso del sistema dei trasporti e la desertificazione delle aree interne e adesso una clava da usare contro la magistratura”. La Federazione Metropolitana del Pd di Reggio Calabria annuncia per questo che “nei prossimi giorni sarà organizzata a Villa San Giovanni un’iniziativa pubblica di confronto e approfondimento sui rilievi della Corte dei Conti e sulle reali priorità infrastrutturali per il Mezzogiorno”.
